Pubblicato da: pergenova | 24/09/2010

L’Italia ferma nella “lotta” all’imballaggio superfluo.

Mentre a Genova si vuole costruire un inceneritore-gassificatore per risolvere il problema dei rifiuti (???) e in altre città come a Napoli è di queste ore la nuova emergenza immondizia dopo avere inaugurato solo da poco piu di un anno  il megainceneritore di Acerra  ….  in Italia è ferma la “lotta” all’imballaggio superfluo, in altri paesi, come in Inghilterra è reato.

L’Italia ferma nella “lotta” all’imballaggio   (pubblicata da Altreconomia )  di Silvia Vecchi.   

 Nel Regno Unito, l’over-packaging è un reato, nel nostro Paese si risolve incenerendo i rifiuti.

 In Italia, come nella maggior parte dei Paesi europei, la produzione di imballaggi è in continua crescita. Nel 2007 (ultimo dato disponibile), i rifiuti da imballaggio (acciaio, alluminio, vetro, legno, carta, plastica) hanno toccato i 212 chilogrammi  pro-capite, più 27,7% negli ultimi dieci anni. Ma dove va a finire questa gigantesca mole di materiale, gettata poco dopo l’acquisto? La normativa europea incoraggia la prevenzione e il recupero degli imballaggi usati (il documento sul riciclo COM 301 del 2003 e le direttive 94/62/CE e 2008/98/CE), ma con un aspetto controverso: tra le misure di recupero di questi materiali è compreso anche l’invio all’inceneritore. In pratica, è sufficiente che i rifiuti da imballaggio siano bruciati in impianti che producano energia perché possano concorrere a raggiungere gli obiettivi di recupero previsti dalla legge. Alla gestione e supervisione del ciclo degli imballaggi è deputato -dal 1997, quando il Decreto Ronchi (il n. 22 del ’97) ha convertito in legge la normativa europea- il Conai (Consorzio nazionale imballaggi), un sistema di sei consorzi (uno per tipologia di materiale) composto dalle aziende produttrici e utilizzatrici di imballaggi, che coordina le attività di recupero e riciclaggio collaborando con gli enti locali. I termini di questa collaborazione sono definiti da un Accordo di programma quadro nazionale tra il Conai e l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani). Tale accordo prevede che il primo recuperi i rifiuti da imballaggio provenienti dalla raccolta differenziata dei comuni, che costituisce la fonte primaria di materiale. Il successivo decreto legislativo 152/2006 (“Testo unico dell’ambiente”) prevede che il Conai, ai fini di programmare il lavoro di gestione, pubblichi annualmente un “Programma generale di prevenzione e gestione degli imballaggi”, nel quale vanno fissate le linee di intervento idonee al raggiungimento degli obiettivi indicati dall’Accordo di programma nazionale. Inoltre, ai fini del controllo periodico dell’operato del Consorzio, la legge 152/2006 prevede la redazione di un Rapporto sui rifiuti da parte dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e servizi tecnici (l’ex Apat, oggi Ispra) in collaborazione con l’Osservatorio nazionale sui rifiuti (Onr). Nell’Accordo di programma nazionale del 2009, il Conai sostiene, […] continua sul sito di altreconomia


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