Pubblicato da: pergenova | 19/11/2010

Genova. Una politica della mobilità deragliata.

GENOVA. UNA POLITICA DELLA MOBILITA’ DERAGLIATA
di Andrea Agostini   Circolo Nuova Ecologia di Legambiente Genova                                                                               

Il recente intervento in consiglio comunale di un rappresentante della Amministrazione ha evidenziato ancora una volte la sconfortante mancanza di idee e l’incapacità di proposta che questa Amministrazione condisce con fumose dichiarazioni di principio e una realissima politica di tagli tutta tesa a colpire i piu’ deboli e garantirsi il plauso delle varie lobbies genovesi in piena accondiscendenza del liberismo più sfrenato che a Roma e a Genova detta la linea di condotta agli Amministratori supini.

Se ci si trova a dover far fronte in una situazione di emergenza così grave – 15 milioni di deficit di Amt più altri possibili 16-18 milioni di tagli e’ inutile prendersela col governo la verità evidente a tutti è che in questi anni non si è fatto assolutamente nulla per favorire il trasporto pubblico: né corsie gialle, pedonalizzazioni, nessun intervento strutturale.                    (nella foto la pista ciclabile in Via Buozzi)

Solo tappulli e promesse mancate.

Questa Amministrazione rischia di essere ricordata proprio per non aver fatto alcun intervento sulla mobilità, tranne l’allargamento della BluArea e l’aumento delle tariffe dei biglietti dei bus e dei parcheggi..

Il progetto Mercurio è fallito e non è ancora stato sostituto da nulla, in Valbisagno non si farà la tramvia, ma nemmeno un intervento parziale dopo che il progetto cervellotico e assurdo che era stato fatto è stato bocciato dai cittadini, nessun parcheggio d’interscambio è partito in due anni.
Nel frattempo è interessante notare che al deficit di 15 milioni di euro di Amt – al netto della manovra finanziaria del Governo, non ancora quantificata – contribuiscono anche 2 milioni di minori di entrate per la riduzione del passeggeri.
L’azienda dice che è un dato registrato su tutto il territorio nazionale ma è facile pensare che il calo di passeggeri possa aumentare se si taglierà il servizio del 10% o più, e se si aumenteranno le tariffe del 20%.
E comunque se si fossero fatti prima interventi per aumentare la velocità dei mezzi (corsie gialle, più ausiliari a controllare doppie file, ecc.) qualcosa si sarebbe risparmiato e il deficit di 15 milioni sul quale pesa per 9 milioni l’operazione ( disastrosa ) di rientro delle manutenzioni da Ami in Amt probabilmente sarebbe inferiore e adesso non ci si ritroverebbe a dover affrontare questa doppia mannaia: deficit e taglio dei finanziamenti del Governo.
Un altro fatto incredibile è il balletto di numeri – nel sito di Amt, nelle dichiarazioni del vicesindaco Pissarello e di dirigenti di Amt – sui milioni di chilometri del servizio: (28 o 31?) e poi: 31 milioni fra bus e metrò, o soltanto bus? Un balletto che la dice lunga sulla trasparenza.
In questa situazione il fatto che il Comune dica che non si deve scendere al di sotto dei 28 milioni sembra ben poca cosa…

Se si vuole guardare al futuro molte cose possono essere fatte da subito per sostenere coi fatti la mobilità pubblica:

Innanzitutto le corsie gialle : la loro estensione e difesa da invasioni , in particolare sulle linee di fondovalle ( bus 1,7,12,17, 15, 20 ) garantirebbe un abbattimento di percorrenza delle tratte in questione nell’ordine del 50% questo oltre a rappresentare un incentivo all’uso del trasporto pubblico, comporterebbe un aumento di passeggeri – e biglietti – e sopratutto un aumento della velocità media di percorrenza che per ogni km/ora vale milioni di euro e se si fosse fatta a tempo debito ( fatti non parole ) parleremo di molti milioni di deficit in meno.

L’altra piaga genovese del trasporto e’ quello della logistica su gomma. Ogni giorno centinaia di camion fanno avanti e indre’ dal porto attraversando la citta, portando sconquasso ambientale, sanitario, auditivo a costo 0 per loro a costi altissimi per le casse pubbliche e per il trasporto delle persone . Questo avviene in prevalenza in forme illegali che vengono tollerate chiudendo gli occhi o approvando delle deroge ad oc. Il blocco di questo indebito traffico e il suo passaggio su ferrovia o su elettrico garantirebbe una enorme maggiore fluidità al traffico cittadino, una salvaguardia ambientale e sanitaria della popolazione residente e uno sviluppo occupazionale e imprenditoriale in settori strategici in cui sono impiegate anche alcune delle piu’ importanti aziende produttive cittadine. ( il tutto ovviamente gratis per il pubblico e nel pieno ovviamente nel rispetto della legge ).

Un altro aspetto che mette in chiaro chiaro il pensiero dell’Amministrazione è quello delle piste ciclabili: Due esempi per tutti: in via Buozzi a Di Negro la Pista ciclabile ( finanziata dall’europa ? ) e il marciapiede sul cui terreno sono disegnate alcune biciclette stilizzate , ma non sono tolti ne pali, ne fermate bus e men che meno la commistione tra pedoni e biciclette ( non parliamo poi del coraggio che ci vorrebbe per percorrere quei tratti pieni di buche e fessurazioni, l’altro la pista ciclabile tra Bolzaneto e Manesseno. Anche qui commistione tra pedoni e biciclette, ma la cosa piu’ significativa è che alla fine di una curva a destra cieca lo sfortunato ciclista andrebbe ad impattare con un cassonetto amiu e superato anche questo finirebbe la sua corsa contro un muro di cemento armato. Questi sono esempi chiari cosi’ come la desolante inutilità delle tanto sbandierate ( e finanziate ) biciclette elettriche in gran parte inservibili e rotte nei pochi parcheggi predisposti.

Ma poi ci sono i pedoni. E qui si arriva all’apice. Un pedone che volesse percorrere un tratto a piedi di un km , o anche meno, sulle principali direttrici si troverebbe ostruito costantemente il passaggio da auto e moto parcheggiate sui marciapiedi, rischierebbe la vita in attraversamenti i cui tempi semaforici sono calcolati sulle esigenze delle ruote e non dei piedi, e quando trovasse un marciapiede libero dovrebbe stare attento a come si muove per non finire in una buca, un lago d’acqua, una grata di tombino trappola. Sfido che la gente va in auto anche per fare 100 metri…..

Eppure la politica delle pedonalizzazioni a Genova ha avuto ovunque un esito costante, qualità ambientale, abbattimento degli inquinanti, valorizzazione immobiliare, incremento del reddito dei commercianti: parlo di via Sestri, di via San Lorenzo, e di tutte le altre ( poche ) pedonalizzazioni fatte .
Anche in questo caso costo 0 per il pubblico, valorizzazione per il territorio, incremento occupazionale, abbattimento dei costi esternalizzati sul pubblico dalla mobilità su gomma.

Molto c’è da dire, molto ci sarebbe da fare nell’interesse primario dei cittadini e della città, ma non è questa la linea della attuale Giunta che ci governa attenta solo ai conti della serva e priva di coraggio per affermare i principi su cui ha costruito il proprio consenso elettorale.

Ci vogliono idee, ci vuole coraggio, speriamo che al prossimo giro la qualità sia migliore nel frattempo che i pensionati vadano a casa e la smettano di volerci governare con le chiacchiere.

Andrea Agostini


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