Pubblicato da: pergenova | 07/12/2010

Riceviamo e pubblichiamo: “11 Dicembre: Unità contro la crisi, unità contro lo sfascio.”

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11 DICEMBRE: UNITA’ CONTRO LA CRISI, UNITA’ CONTRO LO SFASCIO

E LA DEVASTAZIONE AMBIENTALE E TERRITORIALE

Acqua, ambiente, territorio sono in pericolo. E’ necessario respingere gli attacchi che ogni giorno vengono portati con privatizzazioni e speculazioni di ogni sorta.

Sulla privatizzazione delle risorse idriche si gioca una partita dalla posta enorme, nel mondo come in Italia. Al di là della complessità del decreto legge approvato recentemente, la sostanza sarà un consistente aumento delle bollette (stimato intorno al 16%) dovuto all’apertura del sistema idrico al mercato, con la prevedile corsa dei privati ad accaparrarsi appalti e partecipazioni e con l’altrettanto prevedibile instaurazione di regimi monopolistici più ferrei e meno garantisti rispetto ad una, anche deficitaria, gestione pubblica.

Sullo smaltimento dei rifiuti, discariche e inceneritori, l’evidenza è sotto gli occhi di tutti: montagne di spazzatura in città come Napoli, discariche inquinanti falde acquifere, inceneritori ammorbanti l’aria di veleni. Intorno a questo dramma il solito balletto di scarico di responsabilita e di lucrosi affari consumati sulla salute delle popolazioni. Non mancano, e come potrebbero, le speculazioni politiche d’ogni sorta. Ultimo esempio la “generosa” offerta di Nichi Vendola di ospitare in Puglia i rifiuti campani. Peccato che le discariche pugliesi siano al collasso da almeno vent’anni, peccato che il nostro “ecologista” abbia revocato in autotutela gli inceneritori a titolarità pubblica, previsti nel piano rifiuti di Fitto (ex presidente regione Puglia ora ministro), lasciando invece quelli operanti o in progetto riconducibili a Marcegaglia, la presidente della Confindustria.

Sul territorio, rimandiamo al decreto legge del 28/5/2010 conosciuto (poco perché passato subito sotto silenzio) come attuazione del “federalismo demaniale”, che trasferisce a Regioni e enti locali beni demaniali (territoriali, idrici, marittimi) e dà a questi – sotto certe condizioni – la possibilità di alienarli, ovvero di venderli a privati, quindi sottraendoli al godimento pubblico e facendoli diventare un lucroso business per imprenditori e/o speculatori.

Se questo è il quadro – solo accennato a grandi linee – dello sfascio che ci circonda, dobbiamo trarne alcune considerazioni:

Come e più dell’attacco economico che i lavoratori ogni giorno subiscono (che può essere, sebbene con dure lotte, fronteggiato), l’assalto sfrenato a beni ambientali e risorse va fermato subito e con decisione. Altrimenti si imbocca una strada irreversibile dove tutto si paga per vivere in un ambiente miserabile.

La massima unità è necessaria per unificare focolai di resistenza (settoriali e territoriali) che, isolati, rischiano di soccombere. Da questo punto di vista la giornata di lotta internazionale dell’11 dicembre è un appuntamento importante. Scenderanno in piazza a Terzigno, come in Val di Susa i comitati e tutti coloro che si oppongono alla devastazione ambientale. Nella stessa data si terranno anche manifestazioni in altre città dell’Europa, promosse da un coordinamento di comitati che vede riuniti spagnoli, francesi, italiani, tedeschi e sloveni che si oppongono al TAV.

Non possiamo fermarci qui. L’alternativa non può essere semplicemente tra statale e privato, tra un monopolio e l’altro, tra malaffare pubblico e speculazione privata.

Acqua, ambiente, territorio sono risorse vitali e devono tornare beni comuni, gestiti da tutti, per il bene di tutti.

Segreteria nazionale USI – AIT


Responses

  1. Bellissimo articolo,non fa una piega.
    Finalmente qualcuno che rimarca l’importanza del territorio e dell’ambiente.
    La sua difesa non è un inutile piagnisteo dei famosi “4 gatti dei comitati” definiti il più delle volte i “comitati del NO”,ma diventa una necessità di vivere in un ambiente meno disumano e meno carico di pericoli per la salute.
    Inoltre queste grandi opere ,costosissime tolgono risorse che potrebbero essere impiegate diversamente ,per tante piccole opere necessarie e utili.


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