Pubblicato da: pergenova | 29/11/2011

Legambiente: alla vigilia del voto finale sul Puc di Genova. Le nostre valutazioni

 

Il Puc presentato dalla Amministrazione Genovese al voto in consiglio è un documento estremamente contraddittorio.

A fronte di enunciazioni , premesse, idee di principio ampiamente condivisibili presenta enormi contraddizioni che le negano in gran parte.

La Città che è il bene comune più importante che l’Amministrazione gestisce, viene consegnata nelle mani degli interessi di pochi che vengono tutelati a dispetto dei molti.Il diritto alla città per tutti gli abitanti è sistematicamente negato per i non portatori di interessi economici, politici, finanziari forti.

La teoria della flessibilità propagandata come una modalità al passo coi tempi relega tutte le aree di un qualche interesse economico, culturale, ambientale ai privati assegnando agli uffici la contrattazione sulla base delle proposte dei privati senza alcuna garanzia di limiti, cubature, altezze, oneri urbanistici che, se il Puc sarà approvato con questo impianto, potranno essere contrattati volta per volta dagli interessati senza alcun passaggio in consiglio comunale , regalando agli uffici comunali e ai suoi tecnici un ruolo di tutela che le vicende politiche tecniche e urbanistiche degli ultimi lustri ha mostrato come totalmente fedeli al dio cemento e a quel mix di box-residenze-centri commerciali che hanno impestato la città – e la regione – asservendo il territorio a quella categoria ben rappresentata in un libro di successo di recente pubblicazione e chiamata “il partito del cemento “. Questo Puc in definitiva consegna le chiavi della città a questo partito trasversale di cui gli uffici comunali sono da sempre per cultura e indole un granitico referente.

In questo Puc non ci sono piazze, parchi, aree agricole tutelate , centri storici ( Genova è una città multicentrica) e per converso non ci sono i percorsi della gronda, quelli dell’alta velocità, quegli degli spazi per il ciclo dei rifiuti, non cè alcun interesse vero per il rapporto col porto e i suoi vitali centri logistici, si continuano a programmare interventi collinari anche ad alto impatto come Erzelli senza alcuna previsione di servizi, di accessibilità, di tutela ambientale, si continua a garantire ai grandi imprenditori e alle banche grandi profitti permettendo la trasformazione di aree industriali in residenze. E’ il caso della Verrina a Voltri, delle aree Fincantieri a Sestri, delle aree Esaote ad Erzelli, e cosi’ nel levante l’area Aura a Nervi , la Fiscer a Quarto, l’Ospedale Psichiatrico a Quarto, Il San Giorgio ad Albaro.Si vuole facilitare le cose al trio finanza logistica mattone e non si intendono utilizzare le ricchezze della città per far star meglio la gente.

La città compatta tra la linea blu e la linea verde è concepita come uno spazio da riempire di cemento dalle nuove torri davanti a Fiumara all’ex Mercato di corso Sardegna e via cementando.

L’idea che l’amministrazione ha dell’urbanistica non è quello della tutela dell’interesse collettivo, ma di facilitatrice della rendita.

Emblematico è la scomparsa progressiva di tutti gli spazi pubblici – non solo i parchi mangiati dalla speculazione in pochi anni per circa il 25% , ma le piazze i luoghi dove incontrarsi, camminare , parlare in favore dei non luoghi, di centri a pagamento in cui non vi è alcuna tutela per i diritti dei cittadini.

Non vi è alcuna presenza significativa di progettazione del territorio, di definizione di destinazione delle aree, di certezze per tutti i cittadini che potranno vedrsi da un giorno all’altro costruire davanti a casa un muro, una strada, una linea ferroviaria senza alcuna informazione preventiva, ma con approvazioni singole, puntuali, prive di disegno complessivo e di tutela collettiva.

Anche sulla gravissima situazione idrogeologica genovese le mosse di questo piano sono in senso contrario, non solo non si prevedono demolizioni in aree a rischio, ma al contrario si prevedono nuove tombinature, e strade al servizio della rendita fondiaria.

Questo Puc porterà alla affermazione di un habitat precario, costoso per i cittadini, sicuritario.

Napoleone ebbe a dire dopo una sua grande vittoria sul campo di battaglia che l’utopia porta a un livello superiore il problema e permette di trovare soluzioni, senza quel livello le soluzioni non ci sono e continueremo a nuotare sulla retorica dei soldi che non ci sono, del meno peggio, delle eterne deroghe alla legge e ai diritti di tutti per premiare l’avidità di pochi.

Be, noi in una soluzione diversa ci crediamo, l’abbiamo detto, l’abbiamo scritto, non ci rassegneremo mai alla sistematica svendita del patrimonio pubblico, alla rinuncia alla bellezza della nostra terra, alla ignavia degli amministratori e alla incompetenza dei tecnici che dovrebbero garantirci e che pagati coi nostri soldi portano avanti con convinzione che sfiora l’impudenza una cultura cementizia ottusa e distruttiva .

Andrea Agostini, Presidente Circolo Nuova Ecologia Legambiente Genova

 

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Responses

  1. Questa è la tattica della nostra amministrazione comunale.Si fà partecipare i cittadini ai progetti per dar loro l’illusione di essere presi in considerazione.Si decide poi come si preferisce,senza tener conto del loro punto di vista.Eppure i nostri amministratori sono al loro posto per fare gli interessi dai cittadini,che con le loro tasse contribuisono ai loro emolumenti.Credo però che i nostri amministratori siano sottomessi agli interessi delle lobbies,le quali si preoccupano solo di fare i loro affari. Ho capito questo gioco perverso quando hanno scelto come sistema di smaltimento dei r.s.u.,scartando un’altro sistema meno costoso e definitivo,il gassificatore,che costa di più,funziona solo all’ottanta percento, perchè lascia il venti percento di residui tossici da buttare in discariche idonee e che per rendere dovrà lavorare aumentando le calorie funzionando così come inceneritore,con tutti i suoi nefasti risultati.Questa però è falsa democrazia.


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