Acquasola.

In questa pagina la lotta dei comitati e delle associazioni per la salvezza del parco storico dell’Acquasola dal 22 luglio 2009 ad oggi

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22 Luglio 2009

 

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24 Luglio 2009

 

Da poche ore il Tar si è pronunciato con una sentenza negativa (rigetto della richiesta di sospensiva dei lavori), ed è stata umiliata l’opera di quattro anni che mi sembra adeguato  definire “resistenza”, resistenza condotta da persone che più diverse non potrebbero essere, per colore politico, idee, modus vivendi, carattere………..ma….un ma c’e’, sono persone, cittadini che hanno onestamente e caparbiamente lottato, spesso con le unghie  e con i denti, per vedere rispettati quelli che giustamente reputano essere dei loro sacrosanti diritti, non hanno anteposto bandiere, non hanno inneggiato a ideali, hanno chiesto rispetto…parola vana purtroppo in un sistema che questa parola l’ha scordata quando non calpestata, schiumando per i suoi interessi, ormai parlare di politica diventa superfluo quando chi politicamente ci rappresenta non attinge certo alla pratica della mediazione, dell’etica e della prudente  e responsabile amministrazione delle aree ma semplicemente esprime speculativamente il pugno di tempo in cui ricopre un ruolo di rappresentanza.

L’acquasola e’ un parco che ha visto incontrarsi all’ombra dei suoi alberi diverse generazioni, ha visto correre e giocare bambini , oggi adulti, che ogni tanto ripassano con nostalgia, ha  nascosto i timidi approcci di tante giovani coppie ,ha ospitato le nostre schitarrate ,le festicciole, le marinate da scuola, le partite a dama dei nostri anziani che nelle sue panchine hanno sempre trovato modo di incontrarsi e mugugnare e soprattutto consente oggi i giochi dei nostri bimbi, che di spazio in questa città  ne hanno poco …non ne hanno proprio……e’ un pezzo di storia la nostra acquasola, un pezzo di cuore che ci stanno portando via, oggi abbiamo manifestato,l o abbiamo fatto più volte e in modo vero, avevamo voglia di farlo sentire quello che proviamo perché di subire siamo tutti stufi, esistono i doveri ed e’ sacrosanto rispettarli, peccato ci siano anche i diritti e che qualcuno pensa non valga la pena di prenderli in esame.

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31 Luglio 2009

A Genova si assiste da qualche tempo a un continuo incremento delle aree cementificate, a danno degli spazi abitativi, liberi e di aree verdi e comunque necessari per le odierne e future necessità pubbliche.

In particolare in centro (con l’evidente distruzione del parco storico dell’Acquasola) per i bambini non rimarrà  pressoché nulla in zona.

Quest’area, se recuperata con criteri naturalistici, potrebbe rappresentare un importantissimo nodo verde per la riqualificazione della nostra città che di tutto ha bisogno tranne che di nuovi parcheggi e cementificazioni.

Le motivazioni alla base delle scelte dell’Amministrazione Comunale appaiono molto discutibili: sacrificare l’ultimo parco molto frequentato e libero (pubblico e non di privati!) per realizzare un parcheggio interrato a più piani con sopra un “ nuovo parco” integrato di maleodoranti e insalubri sfiati (camini) del sottostante parcheggio e l’abbattimento di alberi secolari per ripiantarne alcuni e i più giovani, in poco più di un metro di profondità di terra (con l’assicurazione che diventeranno anche alti più 6 metri)
Credo sia superfluo ogni commento del “salvataggio” dalla Sistema Parcheggi.

Alla luce delle considerazioni sopraesposte richiediamo quindi all’Amministrazione Comunale un forte ripensamento su di un’iniziativa che, nata anni fa e puntigliosamente portata avanti, si tradurrebbe oggi in uno sconsiderato esempio di gestione del territorio e delle nostre ormai ridottissime valenze ambientali e paesaggistiche 

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20 Agosto 2009

70 ALBERI ABBATTUTI: PERCHE’?

ACQUASOLA: IL PARTITO DEL CEMENTO HA FAME

Con la nostra presenza facciamogli passare l’appetito

Il Parco dell’Acquasola è uno dei più significativi parchi urbani storici d’Europa oltre a rappresentare l’unico polmone verde,in piano, del centro della città di Genova.

Il Parco, fortemente presente nella vita e nei ricordi di tutti i genovesi, è stato lasciato per anni in un colpevole stato di abbandono dalle varie amministrazioni che si sono avvicendate in questi anni.

La scelta scellerata di costruire un parcheggio interrato di tre piani distruggendo il verde esistente viene mistificata come un’occasione per il recupero del parco ed è frutto di una logica che tutti definiscono sbagliata. In tutto il mondo si cerca di eliminare le auto dalle città privilegiando il trasporto pubblico e qui invece si invitano le auto a venire in centro e parcheggiare all’Acquasola.

 I costruttori, la Sistema parcheggi srl, con una campagna di disinformazione hanno raccontato che gli alberi saranno per lo più prelevati e ripiantumati, che si tratta di un’operazione di bonifica e miglioramento del verde con 70 alberi nuovi di zecca e che i lavori dureranno solo 3 anni.

Ma questo non avverrà: finiti i lavori del parcheggio sotterraneo che prevede 482 posti auto di cui 141 box privati, mamme e bambini respireranno i fumi delle auto perché nel centro del parco ci sarà una colonna per l’areazione e un patrimonio storico e artistico sarà definitivamente perduto insieme a 70 alberi secolari.

Oggi siamo qui, davanti a questa Festa Democratica perché vogliamo ricordare a tutti i cittadini che vi entreranno che proprio tra gli organizzatori di questa Kermesse ci sono i maggiori responsabili del disastro che rischia di correre il nostro parco.

Le istituzioni e i partiti coinvolti in questa nuova speculazione sono direttamente responsabili. 

Il Comitato Acquasola

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31 Agosto 2009

Una manifestazione a sorpresa degli amici radicali alla festa  de PD. Interessanti  le parole della Sindaco Marta Vincenzi.! Peccato che noi del Comitato Acquasola non riusciamo più a crederle.

Noi del Comitato Acquasola , da sempre contro il parcheggio interrato, presenti CON I CITTADINI, IN TUTTO QUESTO PERIODO DI  AGOSTO CON IL NOSTRO PRESIDIO E CON I NOSTRI  VOLANTINAGGI  ANCHE davanti alla festa del PD ( e non solo),  ringraziamo QUANTI, COME IL PARTITO RADICALE, INTENDERANNO SPENDERSI IN FAVORE DEL PARCO DELL’ACQUASOLA.

Chiediamo ancora a tutti i cittadini di PARTECIPARE CON LA PROPRIA PRESENZA e a tutte le forze politiche CHE HANNO A CUORE LA DIFESA DEL PARCO DI DARE LA PROPRIA SOLIDARIETA PARTECIPANDO alla manifestazione che il Comitato Acquasola  terrà il 12 settembre in alternativa alla notte bianca di Genova.

GENOVA, CASO ACQUASOLA / COMITATO ACQUASOLA: SE LA SINDACO VINCENZI RITIRERA’ LA CONCESSIONE ALLA SISTEMA PARCHEGGI FORSE QUALCUNO SARA’ UN PO’ MENO DELUSO DI AVERLA VOTATA.

PER QUANTO CI RIGUARDA DI PAROLE NE ABBIAMO SENTITE TROPPE, ORA CI DIMOSTRI NEI FATTI SE E’ O RIMANE LA SINDACO DEL PARTITO DEL CEMENTO E DEGLI AFFARI O LA SNDACO DEI PROPRI CITTADINI.

Il comunicato dei Radicali:

GENOVA, CASO ACQUASOLA / RADICALI: SE IL SINDACO VINCENZI SI RIVOLGERÀ AL GOVERNO PER CHIEDERNE L’INTERVENTO A DIFESA DEL PARCO, SAREMO PRONTI AD AFFIANCARLA IN QUESTA BATTAGLIA.

Manifestazione a sorpresa dei radicali ieri sera a Genova, presso la Sala dibattiti “Guido Rossa” della Festa Democratica Nazionale, in corso presso il Porto Antico del capoluogo ligure. I militanti radicali si sono disposti ai lati dell’ingresso della sala, esponendo cartelli che invitavano il Sindaco, Marta Vincenzi, presente alla festa per partecipare ad un dibattito sull’immigrazione, ad intervenire in difesa del Parco dell’Acquasola, che sta per essere irreversibilmente devastato dai lavori per la realizzazione di un parcheggio sotterraneo.

Al termine del dibattito vi è stato un breve scambio di battute tra il sindaco Vincenzi e il tesoriere di Radicali italiani, Michele De Lucia, registrato e trasmesso quest’oggi da Radio radicale nel notiziario delle 14. In riferimento al caso-Acquasola, il sindaco ha detto: “Ho fatto tutto il possibile. Sono assolutamente convinta che sia un progetto sbagliato, l’ho contrastato”. A Roma sono riusciti a impedire lo scempio del Pincio “con i soldi dello Stato… quanti milioni ha dato il governo all’amico Alemanno?”

Incalzata dal tesoriere di Radicali italiani, che ha proposto un parallelo tra il progetto – ereditato dall’amministrazione Veltroni e poi annullato dall’amministrazione Alemanno – di realizzare a Roma un parcheggio sotterraneo presso il Pincio, e il caso genovese dell’Acquasola, il sindaco ha aggiunto: “Aiutatemi, apriamo il caso, sono assolutamente d’accordo, come su Roma. Facciamo la lotta insieme”.

Noi ribadiamo la nostra disponibilità a sostenere da subito il sindaco Marta Vincenzi in questa iniziativa. Ricordiamo intanto che il 23 luglio scorso i deputati radicali hanno presentato una interrogazione a risposta scritta al ministro Bondi (atto n. 4-03706) proprio relativa alla grave vicenda del parco dell’Acquasola.

Per informazioni e contatti:

Stefano Petrella, 010212258

Marta Palazzi, 3285373843

Michele De Lucia, 3389604357

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31 Agosto 2009

Acquasola, Consiglio di Stato blocca lavori

Commenta la News http://www.primocanale.it/news.php?id=53675
Il Comune di Genova rispetterà quanto deciso dal Consiglio di Stato che ha accolto l’istanza di misure cautelari provvisorie bloccando di fatto la
possibilità di iniziare i lavori  per la costruzione del parcheggio dell’Acquasola. Il vicesindaco Paolo Pissarello e Walter Rupalti, responsabile della Direzione Nuove e Grandi Opere, questa mattina si sono recati sul posto per un sopralluogo all’Acquasola condotto allo scopo di verificare che venga rispettato il divieto di prosecuzione del cantiere e,  in special modo, che nessun albero venga abbattuto.
Grande vittoria! comunque nulla cambia rispetto alle decisioni prese: sabato 22 ore 18 davanti a palazzo S.Giorgio, lato mare per distribuzione volantini e foglie.Stasera, per chi viene al parco discuteremo la cosa e decideremo prossime iniziative. Ciao a tutti.

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31 Agosto 2009

LA LOTTA PER SALVARE IL PARCO DELL’ACQUASOLA

I lavori per la realizzazione del parcheggio sono stati bloccati dal provvedimento del Consiglio di Stato, che ha accolto provvisoriamente l’istanza di sospensione presentata da un gruppo di cittadini.

Tale sospensiva è tuttavia provvisoria e la discussione in sede Consigliare prevista per il 22 settembre è subordinata al deposito di Euro 30.000.

Il Comitato dell’Acquasola esprime la propria soddisfazione e il proprio appoggio all’iniziativa di questo gruppo di cittadini, appoggio che si estenderà anche agli impegni economici.

Unico responsabile dell’attuale minaccia che pende sul parco, dove l’area del parcheggio è già stata  recintata e chiusa alla fruibilità dei cittadini, è il Comune di Genova.

L’unica via per risolvere positivamente la vicenda è e resta l’impegno attivo e la mobilitazione dei cittadini per costringere il Comune a revocare la concessione alla Sistema Parcheggi e la Regione a revocare la concessione di del finanziamento di 2.690.000 euro alla stessa Sistema Parcheggi.

E’ falso che la revoca della concessione comporterebbe un pesante onere per il Comune. Chiediamo di prendere visione della concessione: il Comune documenti su base certa a tutta la cittadinanza la fantomatica penale che dovrebbe eventualmente essere corrisposta.

E’ falso che gli alberi siano malati: sono tutti sani.

E’ falso che il parcheggio salverà il parco: lo distruggerà.

Il Comitato annuncia fin d’ora una grande iniziativa SABATO 12 SETTEMBRE, a favore del parco e a sostegno economico della battaglia legale.

Invitiamo tutti i cittadini a essere pronti e a partecipare. Per bloccare i lavori e far sì che il Comune e la Regione revochino la concessione del suolo pubblico e il finanziamento alla Sistema Parcheggi.     E’ necessaria la presenza di tutti.

Genova, 31 Agosto 2009                                       Il Comitato dell’Acquasola 

per partecipare alle attività del comitato:

Jeanne 3407923096

Pino 3202738711

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1 Settembre 2009

Una manifestazione a sorpresa degli amici radicali alla festa  de PD. Interessanti  le parole della Sindaco Marta Vincenzi.! Peccato che noi del Comitato Acquasola non riusciamo più a crederle.

Noi del Comitato Acquasola , da sempre contro il parcheggio interrato, presenti CON I CITTADINI, IN TUTTO QUESTO PERIODO DI  AGOSTO CON IL NOSTRO PRESIDIO E CON I NOSTRI  VOLANTINAGGI  ANCHE davanti alla festa del PD ( e non solo),  ringraziamo QUANTI, COME IL PARTITO RADICALE, INTENDERANNO SPENDERSI IN FAVORE DEL PARCO DELL’ACQUASOLA.

Chiediamo ancora a tutti i cittadini di PARTECIPARE CON LA PROPRIA PRESENZA e a tutte le forze politiche CHE HANNO A CUORE LA DIFESA DEL PARCO DI DARE LA PROPRIA SOLIDARIETA PARTECIPANDO alla manifestazione che il Comitato Acquasola  terrà il 12 settembre in alternativa alla notte bianca di Genova.

GENOVA, CASO ACQUASOLA / COMITATO ACQUASOLA: SE LA SINDACO VINCENZI RITIRERA’ LA CONCESSIONE ALLA SISTEMA PARCHEGGI FORSE QUALCUNO SARA’ UN PO’ MENO DELUSO DI AVERLA VOTATA.
PER QUANTO CI RIGUARDA DI PAROLE NE ABBIAMO SENTITE TROPPE, ORA CI DIMOSTRI NEI FATTI SE E’ O RIMANE LA SINDACO DEL PARTITO DEL CEMENTO E DEGLI AFFARI O LA SNDACO DEI PROPRI CITTADINI 
 
Il comunicato dei Radicali:    

GENOVA, CASO ACQUASOLA / RADICALI: SE IL SINDACO VINCENZI SI RIVOLGERÀ AL GOVERNO PER CHIEDERNE L’INTERVENTO A DIFESA DEL PARCO, SAREMO PRONTI AD AFFIANCARLA IN QUESTA BATTAGLIA.

Manifestazione a sorpresa dei radicali ieri sera a Genova, presso la Sala dibattiti “Guido Rossa” della Festa Democratica Nazionale, in corso presso il Porto Antico del capoluogo ligure. I militanti radicali si sono disposti ai lati dell’ingresso della sala, esponendo cartelli che invitavano il Sindaco, Marta Vincenzi, presente alla festa per partecipare ad un dibattito sull’immigrazione, ad intervenire in difesa del Parco dell’Acquasola, che sta per essere irreversibilmente devastato dai lavori per la realizzazione di un parcheggio sotterraneo.

Al termine del dibattito vi è stato un breve scambio di battute tra il sindaco Vincenzi e il tesoriere di Radicali italiani, Michele De Lucia, registrato e trasmesso quest’oggi da Radio radicale nel notiziario delle 14. In riferimento al caso-Acquasola, il sindaco ha detto: “Ho fatto tutto il possibile. Sono assolutamente convinta che sia un progetto sbagliato, l’ho contrastato”. A Roma sono riusciti a impedire lo scempio del Pincio “con i soldi dello Stato… quanti milioni ha dato il governo all’amico Alemanno?”

Incalzata dal tesoriere di Radicali italiani, che ha proposto un parallelo tra il progetto – ereditato dall’amministrazione Veltroni e poi annullato dall’amministrazione Alemanno – di realizzare a Roma un parcheggio sotterraneo presso il Pincio, e il caso genovese dell’Acquasola, il sindaco ha aggiunto: “Aiutatemi, apriamo il caso, sono assolutamente d’accordo, come su Roma. Facciamo la lotta insieme”.

Noi ribadiamo la nostra disponibilità a sostenere da subito il sindaco Marta Vincenzi in questa iniziativa. Ricordiamo intanto che il 23 luglio scorso i deputati radicali hanno presentato una interrogazione a risposta scritta al ministro Bondi (atto n. 4-03706) proprio relativa alla grave vicenda del parco dell’Acquasola.

Per informazioni e contatti:

Stefano Petrella, 010212258

Marta Palazzi, 3285373843

Michele De Lucia, 3389604357

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8 Settembre 2009

“Il giardino dell’Acquasola e’ un patrimonio culturale della citta’ di Genova di
cui i cittadini devono poter tornare a godere pienamente.

Perche’ questo possa accadere due sono le condizioni necessarie. Innanzi tutto
e’ necessario che il giardino storico dell’Acquasola non venga distrutto
per trasformarlo nel tetto di un parcheggio multipiano.

Se questa prima condizione – come noi speriamo – verra’ soddisfatta, sara’
allora necessario ristrutturare e valorizzare il giardino che e’ stato
colpevolmente abbandonato dall’amministrazione cittadina da ormai molti anni.

Il concorso per laureandi e neo-laureati messo a punto congiuntamente dalle
Facolta’ di Scienze della Formazione e di Architettura dell’Universita’ di
Genova mira appunto a trovare nuove idee per un utilizzo piu’ ampio del
giardino dal punto di vista pedagogico-educativo e ludico, da un lato, e a
ripristinare al contempo in senso filologico il giardino storico sulla base del
progetto originario del Barabino.”

(Luca Guzzetti – Facolta’ di Scienze della Formazione)

Prof. Luca Guzzetti
Facolta’ di Scienze della Formazione
DISA – Universita’ di Genova
Corso Podestà 2
I-16128   Genova

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8 Settmbre 2009

 

Un intervento un po’ ingenuo sotto certi profili ma sincero, d’altronde Grillo è un sanguigno, lo sappiamo bene, purtroppo la questione Acquasola è sicuramente più complicata, ben lo sanno quelli del Comitato che hanno lottato in questi anni senza tregua e senza esclusione di colpi per cercare di salvare il Parco.

Fa piacere comunque sia che sia intervenuto e lo abbia fatto in modo deciso, sia abbia versato 25.000 dei 30.000 euro della cauzione, cosa peraltro non citata nel video e che dimostra la sua “signorilità”nel trattare la questione, termine vetusto ma consono in questo caso al suo comportamento, di cui un po’ tutti ci sentiamo di ringraziarlo apertamente.

Spero sia chiaro che “l’Acquasola” politicamente rappresenta una buccia di banana su cui è scivolata l’attuale giunta, ma non può e non deve essere strumentalizzata, sarebbe riduttivo, sbagliato e sconsiderato farlo… questo Comitato sta operando un miracolo riuscito a pochi, riunire i genovesi, indipendentemente dal loro credo politico o dai loro orientamenti, intorno ad uno stesso tavolo, per salvare un bene comune, cosa rara, anzi per l’appunto miracolosa, che spero continui anche per altre porzioni del nostro territorio che meritano uguale attenzione e impegno nel preservarle dalla speculazione edilizia.

Presumo sia chiaro a tutti che si stanno muovendo i primi passi per riappropriarci di quelli che sono dei nostri diritti fondamentali, tra cui “l’opinione”, il “dissenso” e la “critica” verso operati che reputiamo né adatti, ne proporzionati o diligentemente progettati nei confronti dello sfruttamento del nostro territorio.

Un saluto a tutti:

Gianfranco Belletti

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13 Settembre 2009

 

Ieri sera si è svolta una manifestazione “notte verde “ indetta dal Comitato Acquasola Genova contro l’eventuale ripresa dei lavori per la costruzione del parcheggio interrato e l’abbattimento di alberi secolari.

Poco risalto sui giornali, un articolo solo sul Secolo XIX, ma molto tra la folla della “notte bianca” genovese che ci ha accompagnato ai lati con complimenti, adesioni e incoraggiamenti. Molti ripetevano i nostri slogan contro una amministrazione insensibile, ed è dir poco, alle richieste legittime dei cittadini.

La manifestazione era iniziata al mattino verso le 11 al Parco, tra gli alberi secolari, con musica, buffet, animazioni ed è proseguita fino alle 21, quando dal parco è partito un corteo che ha percorso le vie della città fino a Piazza Caricamento dove verso le 23,30 si è sciolto…

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17 Settembre 2009

ACQUASOLA: PARCO NON PARCHEGGIO

DOMENICA 20 SETTEMBRE ORE 19.00

GIARDINI DI PIAZZA DEI RAGAZZI

(VICO INDORATORI, da Via Scurreria)

CENA DI SOLIDARIETA’ CON L’ACQUASOLA

accoglienza (ore19.00)

momento storico/informativo – discussione (19.30)

(…di quando in certe sere d’estate finanche 5000 cittadini genovesi e Flaubert  passeggiavano all’Acquasola)

NOTIZIE  STORICHE SUL  PIU’ COMUNALE DEI PARCHI GENOVESI.

PUNTO SUGLI AVVENIMENTI ATTUALI .

DISCUSSIONE.

cena (20.30)

cena a km zero  (…….o quasi!)

Corzetti al pesto di  maggiorana

Funghi porcini e champignons  con patate

Dolce

Vino del Piemonte

lotteria finale (21.30)

È consigliata la prenotazione (a esaurimento posti) : Sergio tel.cell. 349/3208779  

GENOVA, 15 SETTEMBRE 2009   

AMICI DELL’ACQUASOLA

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22 Settembre 2009

E’ stato soggetto di dure contestazione il vicesindaco Pissarello, ieri al convegno per l’Acquasola indetto dai Radicali a Palazzo Tursi, manifestazione che  ha visto la presenza di veramente molte persone , tanto da vantare l’impossibilita di reperire una sedia libera già poco dopo le 17, ora in cui hanno avuto inizio i dibattiti.

Molte le personalità intervenute e altrettanto squisiti ed efficaci i loro interventi  tra cui cito la splendida introduzione di Rossana Raiteri ( Facoltà di Architettura) che esordisce sottolineando come ben poco sia cambiato dai tempi degli antichi romani ad oggi, in riguardo all’abuso che spesso chi possiede autorità,  non lesina verso chi gli e’ subalterno, pantalone bistrattato fu allora e altrettanto dovrebbe rimanere oggi. Mentre c’è chi, come il citato prof. Luca Guzzettii ( Facoltà Scienze della Formazione),  che imposta sperimentazioni didattiche sulla rivalutazione ambientale  e architettonica del parco dell’Acquasola, accedendo trasversalmente al problema ed evitando le facili e spesso “barbare” soluzioni che la politica propone per evidenti profili di convenienza.

Antonio Cosentino, speleologo ci ha invece incantato con una proiezione che  ha risaltato le bellezze e la sacralità che si nasconde nel sottosuolo dell’Acquasola;  sottosuolo che ospita, utile ricordarlo, migliaia di salme di nostri concittadini caduti vittime dell’epidemia di peste che imperversò in tutta Europa tra il 1347 e il 1352 uccidendo almeno un terzo della popolazione del continente , in cui anche noi genovesi  finimmo praticamente decimati.

Proprio sulla sacralità,  sul rispetto,sulla presenza di storiche strutture  Cosentino torna quindi a sollecitare gli animi presenti verso una giusta riflessione, che chi cancella la memoria, qualunque ne sia il motivo, cancella se stesso…….

Il buon Vicesindaco parte  convinto dell’arte della sua retorica, con il suo sorriso, in perfetto stile politichese e con epiteti conditi delle buone intenzioni della giunta, che “mai e poi mai” avrebbe avuto intenzione di fare questi “fantasmagorici parcheggi”e che invece “dice lui”, alle decisioni altrui deve “tristemente sottostare”, piegando il capo e assoggettandosi….”cittadini vi voglio bene” traspare dalle sue parole “non voletemene e siate sicuri della bontà delle nostre intenzioni”, lo fa con squisita capacità dialettica, forse ingannato dalla calma apparente, anzi dal gelo che accompagna l’inizio del suo intervento.

Peccato che il Comitato Acquasola e le numerose persone presenti non apprezzino il suo “distacco dal problema” paventato con tanta grazia e iniziano prima  a mormorare, con qualche “ironia” di sottofondo, ancora esile nei toni a dir la verità, poi a inveire con una certa rabbia, sino ad arrivare al punto in cui “Il Vicesindaco  frainteso” cade in una sciocca ingenuità, di cui il sottoscritto non sperava,”TANTO GLI ALBERI SONO MALATI SIGNORI”…eh no……..non ha potuto neanche finire la frase, visto che ci siamo permessi di sbattergli sulla scrivania il documento che attesta l’esatto contrario, per valutazione,  bontà loro, di due ispettori  fitosanitari in servizio presso “il servizio fitosanitario della Regione Liguria”……..

Ahia, Pissarello bella caduta!I ll comitato esplode e le proteste ora incedono, vi assicuro che  e’ uno spettacolo, peccato poi ricomposto prontamente da chi sa come gestire le genti e le situazioni.

Non sto’ a soffermarmi oltre, anche perché questo splendido convegno merita un articolo che travalichi polemiche  che non le aggradano, i radicali hanno fatto uno splendido lavoro e curato ottimamente l’organizzazione, un grazie  a “Marta Palazzi” per il profuso impegno e la squisita capacita.

Un saluto a voi

Gianfranco Belletti

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22 Settembre 2009

PARERE SUL POSSIBILE IMPATTO AMBIENTALE  ASSOCIATO ALL’ATTIVITA DEL PARCHEGGIO INTERRATO  DELL’ACQUASOLA.

L’inquinamento prodotto dalle emissioni  dei grandi parcheggi in struttura e in superficie è stato a lungo sottovalutato.

Recentemente, la crescente domanda di questo tipo di servizio e la realizzazione di grandi parcheggi interrati ha sollevato il problema di comprendere quale impatto locale e generale possano avere queste strutture.

In particolare,  in Svezia si è affrontato questo problema conducendo specifici studi e sviluppando opportuni modelli in grado di predire, nei luoghi prossimi alle aree di parcheggio, l’entità dell’inquinamento atmosferico associato alla conduzione di queste strutture (Hoglund, 2004).

La possibilità che un parcheggio possa essere una importante fonte di inquinamento deriva dal fatto che le emissioni delle autovetture aumentano in modo significativo nelle condizioni tipiche nelle fasi di parcheggio: bassa velocità, frequenti accelerazioni e frenate, motori al minimo.

Anche gli effetti indotti sul traffico di passaggio, nelle fasi di immissione e di uscita dal parcheggio non deve essere trascurato ai fini della valutazione della qualità dell’aria.

Particolarmente critiche, al fine delle emissioni in atmosfera, sono le partenze a freddo anche per vetture catalizzate (Heeb et al., 2003), eventi che, ovviamente, coinvolgono tutte le autovetture che si sono parcheggiate, al momento della loro partenza. La marmitta catalittica entra in funzione solo quando la sua temperatura ha raggiunto un valore ottimale molto elevato; a temperature più basse la sua efficienza di abbattimento dell’inquinamento diminuisce drasticamente.

 Le maggiori emissioni per partenze a freddo si producono al momento dell’accensione delle vetture, anche solo dopo una decina di minuti dall’inizio della sosta e tali condizioni si protraggono per i primi 4-5 chilometri di percorso, con il 50% delle emissioni a freddo prodotte entro i primi 200 metri di percorso.

Pertanto le emissioni a freddo delle autovetture che hanno parcheggiato nell’autorimessa, coinvolgono, con il loro maggiore inquinamento, l’interno del parcheggio e, per diverse centinaia di metri, tutti i percorsi stradali che si diramano dal parcheggio stesso. Questo fenomeno è stato riscontrato anche per le vetture catalizzate EURO-3 che, ad esempio, durante il percorso a motore freddo si stima possano emettere in atmosfera  circa 70 milligrammi di benzene per ogni singola autovettura EURO-3 che esce dal parcheggio(Heeb et al., 2003). Ovviamente, se il parcheggio non è riscaldato, la maggiore criticità nelle partenze a freddo si riscontra nei mesi invernali.

Altrettanto critiche durante la fase di parcheggio sono le maggiori emissioni delle autovetture in movimento nel periodo estivo, a causa dei maggiori consumi di combustibile dovuti agli impianti di condizionamento tenuti in funzione e a causa della maggiore evaporazione di benzina dai serbatoi, durante la sosta.

Pertanto non stupiscono i risultati di diversi studi,  finalizzati a valutare l’esposizione totale a inquinanti atmosferici della popolazione, in base ai luoghi frequentati nel corso della loro giornata tipo. La maggior parte di questi studi individuano nei garage e nei parcheggi in struttura i luoghi dove l’esposizione ad inquinanti da traffico è tra i più elevati.

Ad esempio, uno studio condotto ad Hong Kong  (Chau et al., 2002) fornisce i seguenti valori sulle concentrazioni medie di Ossido di Carbonio (CO), Biossido di Azoto (NO2) e polveri sottili (PM10) riscontrabili all’interno di un garage o di un parcheggio di questa metropoli: CO, 13.750 microgrammi per metro cubo; NO2,  356 microgrammi per metro cubo, PM10 , 150 microgrammi per metro cubo. Si tratta di valori nettamente superiori ai valori riscontrati nell’aria ambiente di Hong Kong durante lo stesso periodo di studio.

Concentrazioni di questo ordine di grandezza sono anche superiori agli obiettivi di qualità dell’aria  (DM 2/4/02 n 60) che dovranno essere rispettati in Italia nel 2010: CO, 10.000 microgrammi/m3 (media giornaliera);  NO2, 40 microgrammi/m3 (media annuale); PM10, 20   microgrammi /m3 (media annuale).

In particolare, tra tutti gli ambienti normalmente frequentati dal pubblico, il parcheggio è risultato il microambiente in cui, in assoluto, si riscontrano le più elevate concentrazioni di CO, un tipico inquinante che caratterizza le emissioni di veicoli a benzina.

Ovviamente quelli di Hong Kong non sono gli unici  parcheggi con problemi ambientali. Un recente studio condotto a Baltimora (Kim et al., 2007) in un parcheggio in struttura (8 piani per 1400 posti auto) ha sperimentalmente misurato l’incremento di inquinamento all’interno del parcheggio attribuibile ad ogni singola autovettura  parcheggiata. Questo studio ha anche confermato che il maggiore inquinamento che si riscontra nei parcheggi  riguarda anche idrocarburi policiclici aromatici, butadiene e benzene, noti cancerogeni.

Lo studio svedese gia citato (Hoglund, 2004) ha stimato la quantità di CO (4.00 grammi) e di NO2  (0.14 grammi) che sono mediamente  emessi da una singola autovettura durante la fase di parcheggio in struttura.

Questi valori sono stati calcolati utilizzando i modelli appositamente sviluppati per stimare l’impatto ambientale dei parcheggi e ovviamente essi valgono solo per il parcheggio studiato. Comunque queste stime confermano che all’interno di un parcheggio possono essere emesse quantità non trascurabili di inquinanti che, in presenza di una adeguata e doverosa ventilazione, inevitabilmente sono trasferiti, come inquinamento diffuso, nelle immediate vicinanze del parcheggio stesso.

In questi stessi luoghi, all’inquinamento diffuso proveniente dal parcheggio, si somma l’inquinamento delle autovetture che lasciano, a motore freddo, il parcheggio e  delle autovetture in arrivo che cercano posteggio.

Il Parcheggio dell’Acquasola.

Il progetto prevede un parcheggio, su tre piani,  completamente interrato con 140 posti auto di pertinenza e 320 posti a rotazione.

Nella documentazione presentata dalla azienda proponente, non abbiamo trovato traccia dei possibili flussi in ingresso e in uscita.

Per l’ubicazione strategica di questo parcheggio è presumibile che esso diventi un forte attrattore di nuovo traffico, con una elevata concentrazione di vetture all’interno della struttura e nelle immediate vie di accesso e di uscita dal parcheggio stesso, per gran parte del giorno.

E’ pertanto plausibile che il numero di autovetture che giornalmente utilizzeranno il parcheggio possa essere molto elevato, in particolare per la quota di posti a rotazione, volutamente realizzata.

Come accennato, sono stati sviluppati modelli diffusionali in grado di predire il livello di contaminazione ambientale indotto da questo tipo di struttura (Hoglund, 2004).

A nostro avviso, modelli di questo tipo avrebbero dovuto essere applicati per il Parcheggio dell’Acquasola e opportunamente valutati, prima di ogni decisione, in considerazione della elevata vulnerabilità del sito.

La vulnerabilità a inquinanti aeriformi del Parco dell’Acquasola  deriva  dal suo uso prevalente da parte della popolazione, quello di parco urbano. Infatti, in qualità di parco urbano i giardini dell’Acquasola  sono e saranno frequentati per gran parte del giorno, nelle ore di maggiore affluenza di traffico, da bambini e anziani, la popolazione più sensibile all’inquinamento atmosferico prodotto dal traffico (Biggeri et al., 2001; Zapponi and Marconi, 2003).

 Dalle planimetrie del progetto si evince che la ventilazione dell’intera struttura sarà prevalentemente realizzata tramite una serie di grate poste in gran parte  all’interno del parco; due di queste grate,  di circa 40 mq ciascuna, saranno realizzate all’interno di due aiuole,  una terza di circa 150 mq sarà realizzata  in corrispondenza della zona di ingresso del parcheggio, in prossimità di zone di passaggio e sosta del pubblico che desidera fruire del parco. Ingressi ed uscite pedonali e veicolari sono indicate, dai progettisti come ulteriori vie di ventilazioni  del parcheggio.

E’ inevitabile che tutti gli inquinanti aeriformi prodotti all’interno della struttura del parcheggio si diffonderanno attraverso queste aperture all’esterno, nelle loro immediate vicinanze,  a stretto contatto con chi frequenterà  il parco.

Una particolare problematica sarà quella delle emissioni di polveri da scarichi autoveicolari,  a cui sono adsorbiti pericolosi prodotti di combustione quali gli idrocarburi policiclici aromatici. Una caratteristica di questi composti, in parte accertati mutageni e cancerogeni, è l’elevata stabilità chimica. Questo significa che una volta sedimentati al suolo, insieme alle polveri che li veicolano,

questi composti tendono ad accumularsi progressivamente nel terreno. Analoga riflessione occorre fare per la possibile emissione autoveicolare di metalli pesanti che presentano la stessa proprietà di progressiva concentrazione nel suolo. L’accumulo di metalli e di policiclici nel terreno può costituire una fonte di rischio per i bambini che frequentano il parco. Ricordiamo, a riguardo, che le normative nazionali (Decreto Ministeriale n.471 del 25/10/99) prevedono standard di qualità per i terreni adibiti ad uso pubblico di tipo ricreativo in cui  le concentrazioni di metalli e IPA non devono superare determinati valori, a garanzia della salute di chi frequenta questi luoghi.

In conclusione, la realizzazione del parcheggio dell’Acquasola comporterà certamente un costante e cronico aggravamento della qualità ambientale di questa zona, sia dell’aria che del terreno nelle sue immediate vicinanze.

Tale peggioramento è destinato a perdurare per tutto il tempo di funzionamento del parcheggio stesso, presumibilmente alcuni decenni,  vanificando per questa zona della città, gli effetti di miglioramento di qualità dell’aria a favore di tutti i genovesi, che potrebbero derivare da più incisive politiche di trasporto collettivo su mezzi a basso impatto ambientale e da scelte atte a scoraggiare l’uso di autovetture nel centro città, quali la pedonalizzazione e l’attivazione di piste ciclabili.

Dr. Federico Valerio

Responsabile S.S. Chimica Ambientale

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23 Settembre 2009

Si sono fermati i lavori per la costruzione del discusso parcheggio interrato e a più piani dell’Acquasola, a Genova. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che ha accolto l’ultimo di una serie di ricorsi presentati dai molti cittadini residenti.. Di fatto manca la decisione di merito, che spetta al Tar che dovrà nuovamente pronunciarsi  entro circa un mese. Dopo si tornerà al Consiglio di Stato, salvo che la Giunta Comunale trovi una soluzione.

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16 Ottobre 2009

Comunicato Stampa 

Il Comitato Acquasola, formato da cittadini che da anni si battono per la salvaguardia del Parco, chi dall’inizio e chi dal mese di Agosto, ha appreso con disappunto, in assemblea, dell’avvenuta formazione da parte di otto componenti il Comitato stesso, in associazione legalmente costituita con denominazione”Comitato Acquasola”.

Il Comitato ne ha deprecato la metodologia adottata ritenendola strumentale e per niente democratica.

L’assemblea del Comitato si era espressa in modo chiaro circa la necessità di non anteporre le questioni legali alla mobilitazione cittadina.

Riteniamo che chi forma una associazione senza la condivisione di tutta l’assemblea, unico organo decisionale del Comitato, dimostri soltanto la propria incapacità ad interloquire e a confrontarsi con tutte le persone che compongono il Comitato stesso e non è sicuramente accampando diritti di primogenitura che si dimostra quanto si abbia a cuore le sorti del Parco.

Il Comitato Acquasola , pur biasimando la metodologia adottata da queste persone non ritiene di dover attuare nessuna preclusione circa la loro partecipazione alle iniziative che verranno decise in assemblea.

Il Comitato resta uno, Comitato dell’Acquasola e continuerà a rapportarsi e collaborare con tutti i cittadini che, al di là delle loro appartenenze, intendono portare avanti la lotta in difesa del Parco dell’Acquasola.

Il Comitato Acquasola

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21 Ottobre 2009

Intervista di Primocanale al Vicesindaco Pissarello e al portavoce dell’Associazione Comitato Acquasola sulla annosa questione del parcheggio interrato nel parco.

http://www.primocanale.it/serievideoprogrammi/20091021155847-primopiano21ott.wmv

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31 Ottobre 2009

Manifestazione per L’Acquasola e la Loggia di Banchi

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2 Novembre 2009

Il 2 Novembre 2009 il TAR blocca nuovamente il parcheggio interrato all’Acquasola accogliendo il ricorso di residenti in zona basandosi sull’assegnazione dei lavori durante le scorse giunte mediante mazzette (sentenza di condanna di un ex assessore passata in giudicato) L’esecuzione dei lavori risulta quindi illeggittima.

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27 Novembre 2009

pianacci — 27 novembre 2009 — Un gruppo di amici con nostalgia per l’Acquasola di un tempo e per le canzoni di Lucio Battisti descrive un brutto sogno dei nostri giorni.
Ma sarà veramente “solo” un brutto sogno?
Sta alla gente deciderlo…..

Questa è, a modo nostro, la “storia” di un parco cittadino che in pochi decenni passa dall’ammirazione, in versi, di Flaubert e di altri grandi autori, al rischio di essere trasformato in un parcheggio….

Così descriveva, Flaubert, nel 1845, il parco dell’Acquasola :

passeggiata, verdi viali, siepi di rose, musica.
Visto una donna che batteva il tempo con la testa, dal naso fine, pallida, la testa coperta da un velo bianco bordato di nero, il resto dell’abito a lutto; grandi occhi azzurri, profilo all’Esmeralda …
È la più bella donna che io abbia mai visto; non mi stancavo di guardarla …

La nostra canzone parte proprio dai versi di Flaubert ed arriva all’incubo dei giorni nostri, un incubo che, grazie alla tenacia della gente (ed all’aiuto di amici come Beppe Grillo), sembrerebbe trasformarsi, magicamente, in un brutto sogno…
Non abbassiamo la guardia….

La canzone dellAcquasola
(di Battisti, Mogol, Flaubert , Besana,)

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10 Aprile 2010

si è tenuta questa mattina l’udienza al consiglio di stato che doveva decidere sulla richiesta di sospensiva della sentenza al tar che dava ragione ai ricorrenti contro la costruzione del park.

il consiglio di stato non ha concesso la sospensiva e nel contempo ha deciso di accelerare il percorso ed emetterà – presumibilmente – la sentenza a seguito dell’udienza che si terrà il 4 di maggio ( come richiesto dalle due parti ).

Il comitato considera ottima cosa l’accelerazione della pratica giuridica e attende con fiducia la sentenza attesa per il 4 maggio.

Nello stesso momento rileva che ancora una volta l’Amministrazione si nasconde nelle nebbie burocratiche non assumendo con chiarezza una posizione sul quesito giuridico E’ possibile la revoca della delibera o no? I’ Amministrazione si era impegnata pubblicamente a dicembre chiedendo un parere a un giurista da lei scelto per le indubbie competenze giuridico-ambientali a livello europeo. Parere mai pervenuto o comunque mai reso pubblico.

Non vorremmo che ancora una volta il Comune aspetti che siano i cittadini e i giudici a levargli le castagne dal fuoco.

Riteniamo che coerenza ed onestà politica vincolino l’Amministrazione a rendere pubblico il parere e la sua determinazione immediatamente ( e comunque prima del 4 maggio ).

Associazione Comitato Acquasola
Parco non parcheggio

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13 Aprile 2010

Acquasola: ci vuole coraggio? 

ci vuole coraggio per dire che il park all’acquasola è in contrasto con le linee di indirizzo del puc genovese?

ci vuole coraggio per dire che il park all’acquasola è in contrasto con il piano urbano della mobilità genovese ?

ci vuole coraggio per dire che il park acquasola è in contrato col piano del verde del comune di Genova ?

Ci vuole coraggio a dire che il park acquasola col suo previsto aumento di traffico ( tremila cinquecento auto al giorno ) aumentera’ considerevolmente l’inquinamento della zona con le previste e scritte ricadute mortali sui bambini frequentatori (come scritto in un documento ufficiale dall’istituto tumori di genova) e che quindi e’ incompatibile con la salute dei cittadini che vivono e frequentano l’area del parco?

ci vuole coraggio a dire che li sotto ci sono resti archeologici pre-romanici come negato per iscritto dalla sovrintendenza e poi verificato negli scavi della metropolitana col ritrovamento di tumuli pre romanici che hanno permesso alla suddetta di dichiarare che l’area era un porto fluviale di interesse storico molto significativo e quell’area popolata e frequentata ?

ci vuole coraggio a sostenere che il cantiere non è stato aperto nei tempi prescritti dalla legge regionale e che pertanto il finanziamento della regione è sfumato per decorrenza dei termini?

ci vuole coraggio a dire che nella delibera del 90 era prevista la presentazione di un piano finanziario  che non è stato prodotto ( ovviamente per non correre il richio che una messa a gara con costi al ribasso facessero saltare l’assegnazione alla sistema parcheggi ) piano finanziario prodotto solo nel 2005 senza che gli avvocati del comune, i tecnici del comune e gli amministratori avessero nulla da eccepire?

Ci vuole coraggio a dire che ci sono cosi’ tante ragioni ambientali, giuridiche e amministrative sopravvenute che la delbera di revoca della concessione da parte del comune sarebbe un atto di coerenza civile politica e amministrativa dovuta?

Ma Marta Vincenzi quel coraggio ce l’ha o preferisce nascondersi dietro gli “azzeccagarbugli” del comune che hanno anche suggerito alla sistema parcheggi ( non richiesti ) l’entita’ della richiesta danni ( i fantomatici e irrealistici 10 milioni di euro ) e perseguono da anni una linea giuridica di difesa della casta dei loro colleghi funzionari ?

O forse spera che il consiglio di stato le levi la patata bollente grazie alla cocciutaggine e ai soldi spesi dai cittadini?

Ci aspettiamo che coerenza politica e amministrativa faccia annunciare alla amministrazione la proposta di delibera di revoca per il park all’acquasola prima della sentenza del 4 di maggio.

 Associazione Comitato Acquasola

Parco non parcheggio

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5 Maggio 2010

Via libera dal Consiglio di Stato per la costruzione del parcheggio all’Acquasola

La società Sistema Parcheggi ha avuto il via libera dal Coniglio di Stato per la costruzione del parcheggio interrato di 455 posti auto all’Acquasola. È stato quindi rigettato il ricorso di alcuni cittadini residenti in zona che si erano opposti alla realizzazione, ricorso che a Novembre era stato accolto dal Tar Ligure

L’azione del Comitato Acquasola ha tenuto sulla corda amministratori e politici per circa quattro annui permettendo la fruizione del parco a tutti quelle persone che lo utilizzano periodicamente ma, principalmente, deve servire a “FUTURA MEMORIA” affinché politici menefreghisti del bene comune e lobbies di potere sappiano che i cittadini non si fermano davanti alla loro arroganza e neppure davanti alla richiesta intimidatoria di migliaia di euro e possono mettere loro i bastoni tra le ruote tenendo bloccati i lavori per anni. Ovviamente tutto questo non consola! Abbiamo perso tutti, la città, i cittadini, l’ambiente e chi ci amministra che ha perso un’occasione per fare bella figura e rendersi credibile (visti i proclami fatti in campagna lettorale)

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12 Maggio 2010

Gli ambientalisti sono decisi a continuare la lotta contro il parcheggio dell’Acquasola.
I rappresentati dell’Associazione Comitato Acquasola si dimettono dal tavolo di lavoro indetto dal Comune per la riqualificazione del parco e promuovono una manifestazione di cittadini per sabato 22 maggio
Il piano , secondo i rappresentanti dell’Associazione deve essere revocato per l’incompatibilità con il Pum e il piano del verde e la tutela della salute pubblica. Federico Valerio dell’Ist ritiene che il maggior inquinamento portato dalle auto possa aumentare patologie tumorali.
Quanto alle penali, insistono, nulla è dovuto perchè la delibera era viziata da tangenti passate in giudicato.

Per Genova seguirà l’evolversi e comunicherà eventuali detteagli della manifestazione.

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22 Maggio 2010

Acquasola, la protesta non si ferma: “Marta, revoca la concessione al parcheggio” Il corteo, partito dal parco dell’Acquasola, è arrivato in via Garibaldi reggendo striscioni con scritte come “Genova vuole Acquasola salva, “Parchi non parcheggi”, e raggiunto la sede del Comune a Palazzo Tursi tutti i partecipanti hanno scandito in coro: Marta revoca la concessione. Alla manifestazione hanno preso parte, oltre ad esponenti di vari partiti, i rappresentanti dei comitati dei cittadini e di molti movimenti: Legambiente, il P.opolo Viola, gli Amici di Beppe Grillo, il Comitato per Scarpino, il Comitatoi No-Gronda, Mil, Italia Nostra, i Comitati per l’Acquasola.

-non vogliamo che vengano abbattuti oltre 100 alberi sani, molti di essi centenari, e al loro posto avere due sfiatatoi (del parcheggio interrato a tre piani) dove attorno giocheranno i nostri piccoli…, è noto che i gas di scarico prodotti dalle auto con marmitte catalitiche ancora fredde, in movimento, a basse marce e in locali chiusi sono i più dannosi alla salute … cosa verrà fuori dagli sfiatatoi e cosa respireremo al parco?….e questa viene definita,anzi, considerata una “riqualificazione”  dal Comune che da anni lo ha abbandonato.-

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27 Maggio 2010

dal corrieremercantile.it   mercoledi 26 maggio 2009

Park Acquasola, ripensamenti e divisioni in maggioranza

L’idv prima firma e poi fa dietro-front su un ordine del giorno di Cappello, Sel e RC per chiedere la revoca della concessione. Verdi e PD si dissociano dalla richiesta Italia dei valori ci ripensa, il Pd si dissocia fin da subito e i Verdi, a sorpresa, lo seguono. E così, almeno per ora, in maggioranza restano solo Sinistra ecologia e Libertà e la consigliera del gruppo misto Manuela Cappello a chiedere che la giunta comunale revochi la concessione per la costruzione del parcheggio dell’Acquasola.”

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12 Giugno 2010 

Gli uccellini salvano (per ora) il parco dell’Acquasola

Continua la battaglia dei Comitati e delle Associazioni per il Parco dell’Acquasola che una sentenza del Consiglio di Stato ha definitivamente consegnato alla speculazione.
I tempi continuano a dilatarsi perché, se è vero che i lavori potrebbero già iniziare, questa volta a venire incontro alle richieste degli ambientalisti che vorrebbe  questo polmone verde, nel pieno centro della città, continuasse a restare tale, sono addirittura gli uccellini. Infatti, in questo periodo sugli alberi ci sono le nidificazioni e una Legge dello Stato li tutela e quindi impedisce l’abbattimento dei platani, moltissimi secolari.
Quindi gli uccellini salvano per il momento il Parco dell’Acquasola e le ruspe dovranno attendere per un pò, almeno fino a Settembre.
Intanto, poiché per ambientalisti e comitati questa vicenda rappresenta una sorta verifica per una totale privatizzazione di tutti i parchi genovesi si è deciso di indire un referendum per salvare il parco. Sono stati presi contatti con alcuni costituzionalisti per la domanda che il referendum dovrà porre ai cittadini. Poi partirà la raccolta di firme.

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22 Giugno 2010

Taglio degli alberi al Parco dell’Aquasola per la costruzione di un parcheggio interrato di 450 posti auto

Motoseghe nel Parco  Storico dell’Acquasola a Genova per il taglio degli alberi, molti secolari, da parte dell’impresa incaricata di costruire il parcheggio interrato per 450 posti auto. Immediata  la protesta del Comitato per l’Acquasola,  di Legambiente, Lipu e comitati cittadini contro la distruzione di uno dei rari polmoni verdi in pieno centro città.

L’intervento dell’assessore al Verde del Comune Pinuccia Montanari indica presunte irregolarità “Non possono procedere al taglio – ha dichiarato la Montanari – non hanno le autorizzazioni e forse non rispettano nemmeno le norme di sicurezza del lavoro da adottare nei cantieri.-

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23 Giugno 2010

Il giorno dopo i tagli dei platani all’Acquasola: ancora tagli, proteste, promesse.

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27 Giugno 2010

Genova 27 giugno 2010 “Lo Sbarco” La città saluta quanti sono arrivati in città nel nome della difesa dei diritti.

Genova ha salutato in più piazze quanti sono arrivati in città nel nome della difesa dei diritti. Una di queste piazze era il Parco dell’Acquasola, dove il tema era: ” Diritto alla Cura dell’ambiente e al Futuro”.

Il parco più grande della città, fu realizzato nel 1827 dall’Architetto Nicolò Barabino su incarico del governatore di re Carlo Felice monarca assoluto del Regno di Sardegna, oggi è interessato dal taglio di alberi per la realizzazione di un parcheggio interrato di 450 posti auto. I lavori già iniziati hanno già comportato l’abbattimento dei primi quindici alberi, alcuni centenari.
La festa ha visto la partecipazione di decine di associazioni arrivate un po’ da tutta Italia: Agricoltori Biologici, Amici del Chiaravagna, Associazione Solidarietà Campagna Italiana, Decrescita felice, Greenpeace, Italia Nostra, LAV, Legambiente Liguria, LIPU, Medici per lAmbiente, Meetup Storico di Beppe Grillo, Movimento Difesa del Cittadino, NO TAV … e da moti Comitati di Cittadini

Centinaia le persone ad ascoltare la musica, i dibattiti e a usufruire dei punti di ristoro…

La festa è terminata alle 17 per proseguire poi in Piazza Matteotti dove si sono riuniti  i partecipanti alle diverse piazze tematiche per un saluto e un consolidamento delle relazioni nate in questa bellissima avventura umana, sociale e civile.

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30 Giugno 2010

Italia Nostra Nazionale ha presentato un esposto alla Procura della repubblica lunedi scorso.

Critiche circostanziate alla Sovrintendenza, all’Osservatorio sugli aspetti vegetazionali ( maniglio Calcagno e altri ), al comune, richiesta di interventi cautelari.

A seguire ampi stralci dell’esposto

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Al Signor Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Genova

Italia Nostra, …………..

espone

i seguenti fatti perché Ella valuti se in essi siano ravvisabili gli estremi dei reati di cui agli artt. 170 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. n. 42 del 2004 e successive integrazioni), 635, commi 1 e 2, e 733 del Codice Penale.

Ella sicuramente conosce la tormentata vicenda amministrativa della storica “Spianata Acquasola” di Genova, oggetto da oltre vent’anni del proposito della Amministrazione Comunale di farne la copertura di una vasta autorimessa pubblica, – un parcheggio sotterraneo nel cuore del centro storico! -, proposito contrastato da cittadini e associazioni che hanno attivato, con alterna fortuna, ripetuti contenziosi davanti al giudice amministrativo.

Una recente decisione del Consiglio di Stato, di cui ancora non si conosce la motivazione, ha respinto l’estrema contestazione del Comitato dei più prossimi residenti, sicché in questi giorni, con la ripresa dei lavori di scavo, è stato riattivato il cantiere dell’opera consegnata all’impresa appaltatrice concessionaria, cui è stata rinnovata la concessione ottenuta nel 1990 attraverso l’intervento illecito dell’allora assessore competente (perciò severamente condannato – clamoroso caso giudiziario – per concussione e corruzione dal giudice penale e al risarcimento dei danni dalla Corte dei Conti).

La Spianata dell’Acquasola, disegnata dall’architetto Carlo Barabino negli anni venti dell’Ottocento, uno dei primi esempi di parco urbano in Europa, primo parco pubblico in Italia, ha conservato, pur attraverso le trasformazioni lungo l’arco di quasi due secoli, i caratteri architettonici ottocenteschi che ancora determinano l’immagine prevalente, non solo del giardino, ma del più ampio contesto urbano in cui è inserito.

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Diremo subito che il Parco dell’Acquasola è bene culturale per il riconosciuto interesse storico e artistico particolarmente importante, essendo stato assoggettato alla tutela con decreto ministeriale del 1934 e dunque nel vigore della prima legge organica che lo stato unitario dedicò ad “antichità”e “belle arti”, la gloriosa legge 20 giugno 1909, n. 364 (l’articolo 1 della legge 23 giugno 1912, n. 688 ne estese l’applicazione “anche alle ville, ai parchi ed ai giardini che abbiano interesse storico o artistico” e questa testuale espressione fu ripresa nella legge n. 1089 del 1939 e tal quale la leggiamo nell’articolo 10, comma 4, lettera f, del vigente Codice dei beni culturali e del paesaggio: 2004, corretto e integrato nel 2006 e nel 2008). E poiché appartiene al Comune di Genova (ente pubblico territoriale) il Parco è elemento costitutivo del demanio culturale e ad esso, nella continuità delle disposizioni legislative di tutela, si applica oggi la disciplina del “Codice” che si esprime nella prioritaria istanza conservativa. E agli enti pubblici è imposto con speciale rigore “l’obbligo di garantire la sicurezza a la conservazione dei beni culturali di loro appartenenza” (art.30 del “Codice”) nei modi indicati nel precedente art. 29, come prevenzione, manutenzione e restauro, e perciò sono vietati gli “usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione” (art.20). E il fondamentale precetto è penalmente sanzionato nel successivo art.170.La specialissima natura di questa categoria di beni culturali – parchi e giardini – ha indotto gli operatori della tutela attivi anche entro il più ampio orizzonte internazionale a studiare e fissare in una apposita “carta” i criteri di conservazione e restauro adeguati ad un oggetto i cui caratteri sono dati innanzitutto dagli apparati vegetali, come organismi soggetti a cicli vitali, veri e propri monumenti vegetali che esigono interventi anche di periodici rinnovi. Come è ben noto fu proprio il Ministero per i beni culturali a promuovere con il Comitato internazionale dei giardini storici dell’ICOMOS (International Council on Monuments and Sites) la Carta dei giardini storici redatta e siglata a Firenze e perciò detta “Carta di Firenze”, registrata il 15 dicembre 1982, completamento della Carta di Venezia (1964) sul restauro dei monumenti, adottata dal Ministero come vincolanti criteri di guida nell’esercizio in concreto della speciale tutela. E la Carta di Firenze riconosce quali soli interventi ammissibili il restauro e se necessario il ripristino, mentre proscrive ogni trasformazione invasiva e irreversibile, come ogni modificazione dell’ambiente fisico che possa essere dannosa per l’equilibrio ecologico del giardino .Il progetto di parcheggio interrato adottato dalla Amministrazione Comunale e approvato, pur con marginali prescrizioni, dal Soprintendente e in sede di Conferenza dei servizi, interessa almeno un terzo della “spianata” che sarà quindi scavata fino al livello necessario per realizzare la struttura edilizia dell’autorimessa a tre piani . Si tratta dunque della radicale demolizione di un terzo del parco con l’espianto della coltre vegetale costituita da circa un centinaio di alberi di alto fusto. Dei soli giudicati tali da sopportare il traumatico trattamento è previsto il reimpianto. L’Amministrazione Comunale ha costituito un competente “Osservatorio sugli aspetti vegetazionali connessi alla realizzazione di autoparcheggio in Spianata Acquasola” che ne ha riferito con la “Relazione tecnica sulle operazioni di trapianto e di sistemazione a verde della copertura del parcheggio interrato dell’Acquasola” consegnata nel marzo 2005 . Ebbene, le conclusioni cui è giunta la Commissione degli esperti (presieduta dalla professoressa Annalisa Maniglio Calcagno) sono anticipate a pagina 4 e converrà qui rileggerle: “Le osservazioni sulla vegetazione, espresse nei paragrafi successivi, mettono in evidenza l’impossibilità di ricorrere al riutilizzo, attraverso espianto e successivo trapianto in corrispondenza della copertura, dei platani interessati dalle operazioni di scavo per l’autoparcheggio. Saranno quindi necessari nuovi platani che per le loro dimensioni creeranno una inevitabile disformità con la residua presenza arborea della parte del parco non coinvolta dal cantiere”. Perché, spiegano gli esperti nelle pagine successive, “il ripristino della vegetazione sulla copertura della struttura in progetto si configura come una sistemazione a verde pensile in quanto lo stesso risulterà realizzato sopra una soletta in cemento armato che costituirà la parte strutturale superiore dell’autorimessa interrata”. E “per poter consentire il regolare sviluppo e la crescita per i futuri decenni della vegetazione arborea dovranno essere adottati tutti gli accorgimenti che le moderne conoscenze di costruzione del verde in simili situazioni” e che gli esperti analiticamente indicano in numerose pagine disegnando un complesso sistema di artificializzazione massima con regime di gestione del tutto differenziato rispetto alla restante parte del Parco. Quanto poi ai previsti trapianti, scontato che la “verifica puntuale soggetto per soggetto” condurrà a rilevanti esclusioni dalla operazione, controindicato è il reimpiego sulla soletta di copertura, perché l’albero difficilmente reggerebbe allo shock di due consecutivi trapianti, sicché “le piante recuperate devono essere piantate in una sede definitiva al di fuori della copertura della autorimessa, individuabile, ad es., nella porzione del parco dell’Acquasola non interessata dal sedime del parcheggio”. Insomma, apprendiamo dalla relazione dell'”Osservatorio”, ben conosciuta dallo stesso Soprintendente, che la demolizione di almeno un terzo del parco non ne consentirà il recupero se non attraverso l’artificiosa creazione di un organismo “pensile”, cioè costituito sul tetto della costruzione cementizia dell’autorimessa interrata, sulla sua copertura appunto, con il risultato di due distinte porzioni del parco soggette a differenziati regimi, così irreparabilmente compromessa l’unità del parco stesso. Con l’effetto visivo di una macroscopica disformità che segnalerà per molti decenni lo squilibrio tra le due porzioni del parco, sfigurato ben si può dire, leso nella sua fisica integrità e nella sua unità formale. Apprendiamo infine dal Piano delle Manutenzione dell’impresa concessionaria che, con cadenza quarantennale, si renderà necessaria “la rimozione dello strato di terreno per mettere a nudo il pacchetto dell’ impermeabilizzazione e, quindi, il suo rifacimento integrale “. Sicché, non appena la crescita del soprassuolo vegetale (se sarà stata possibile nel sottile strato di humus) avrà attenuato il contrasto con l’apparato arboreo del parco rimasto integro, si attiverà il ciclo di una nuova distruzione! Come una simile distruttiva trasformazione del Parco dell’Acquasola, monumento nazionale riconosciuto, possa essere stato assentito dall’ufficio responsabile della tutela , è l’interrogativo che Italia Nostra si è posto con grande preoccupazione, nella ferma convinzione che neppure il soprintendente può autorizzare quel che il “Codice”, anzi lo stesso articolo 9 della Costituzione, vieta. E dunque l’autorizzazione del soprintendente non può certo valere a legittimare, a scriminare, la condotta diretta alla distruzione fisica del bene culturale, che è punita dall’art.170 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, come uso illecito perché incompatibile con il carattere storico e artistico del bene stesso e pregiudizievole per la sua conservazione e integrità, e già era punita dall’art. 733 del codice penale come danneggiamento al patrimonio storico e artistico nazionale e, più gravemente dall’art. 635, comma 2, dello stesso codice penale. E dunque il Giudice penale, se avrà accertato la lesione del bene culturale protetto, di quella palesemente illegittima autorizzazione non terrà conto, la disapplicherà, come è tenuto a norma dell’art. 5 della legge abolitiva dei tribunali ordinari del contenzioso amministrativo.Leggiamo la motivazione che ha convinto il Soprintendente a rilasciare l’autorizzazione formalizzata il 25 luglio 2005, confermata nelle successive conferenze dei servizi come “parere favorevole ai sensi dell’articolo 21 del Codice alla realizzazione delle opere previste, così come descritte negli elaborati progettuali pervenuti”, e cioè ad assentire alla demolizione di almeno un terzo del parco monumentale (con l’integrale soppressione della copertura vegetale, cento alberi anche risalenti all’impianto originario), perché nel profondo scavo operato nei sedimenti storici, perciò distrutti, sui quali si era assestata la Spianata, sia costruita l’autorimessa multipiano e la superficie sia ricostituita come soletta di copertura dell’edificio ipogeo, con le vaste griglie di aerazione invano celate entro false aiuole e con il corpo in elevazione che denuncia l’accesso – uscita pedonale. l’autorimessa multipiano e la superficie sia ricostituita come soletta di copertura dell’edificio ipogeo, con le vaste griglie di aerazione invano celate entro false aiuole e con il corpo in elevazione che denuncia l’accesso – uscita pedonale con la struttura dell’ascensore. Motivazione asciutta e neppure, si direbbe, convintissima: “. preso atto che le opere in progetto sembrano, allo stato attuale delle conoscenze, risultare compatibili con le esigenze di tutela monumentale dell’edificio in oggetto”. Non si intende francamente il senso della riserva “allo stato attuale delle conoscenze”, quando la conoscenza dell’opera progettata (se autorizzata) non può non essere esauriente, come sicuramente acquisite sono le rigorose regole che presiedono alle ammissibili trasformazioni dei beni culturali. Senza dire che quella formula sembra tralaticia da un diverso e neppure analogo provvedimento, se riferita all’ “edificio in oggetto”. Una motivazione dunque solo apparente, neppure per altro come si è constatato pertinente, che elude il pregiudiziale controllo di compatibilità dell’opera con le incomprimibili esigenze di tutela del primo parco pubblico monumentale del nostro paese. Il Soprintendente omette del tutto di verificare, torniamo a dire, se la destinazione di almeno un terzo di esso alla costruzione della complessa infrastruttura a servizio del traffico automobilistico privato, se una simile radicale trasformazione fisica e funzionale, sia compatibile con il carattere storico e artistico del parco ottocentesco e non sia pregiudizievole per la sua conservazione, anzi per la sua stessa fisica integrità. Contro il fine istituzionale della sua attribuzione, non si è posto questo doveroso interrogativo e si è limitato a suggerire misure di attenuazione degli effetti (di mitigazione dell’impatto, si direbbe in termini di protezione ambientale) di un intervento che ha creduto di non poter mettere in discussione in sé, come opera pubblica a servizio della mobilità urbana, così insindacabilmente voluta dalla Amministrazione comunale. E’, questo, atteggiamento rinunciatario e subordinato alle “scelte politiche” (siano delle istituzioni statali o di quelle locali), non infrequente nel timido esercizio della tutela dei beni culturali, che sovverte l’ordine dei valori come scolpito nella Costituzione. E’ l’articolo 9, infatti, che assicura a paesaggio e patrimonio storico e artistico della nazione una posizione di assoluta primarietà rispetto ai diversi interessi anche di rilievo pubblico con i quali la tutela non può essere posta in bilanciamento e sui quali deve necessariamente prevalere, come da sempre il Giudice delle leggi ha sottolineato e anche di recente ha avuto occasione di ribadire. Ebbene, a fermo conclusivo giudizio di Italia Nostra, gli avviati lavori di scavo nella Spianata dell’Acquasola diretti alla costruzione dell’autorimessa sotterranea implicano la destinazione di una rilevante porzione del Parco monumentale ad un uso che non solo è concettualmente incompatibile con il carattere storico e artistico in funzione del quale il bene è stato assoggettato alla tutela, ma è lesivo della sua stessa integrità fisica, amputato di quella porzione che sarà radicalmente trasformata, con i suoi storici sedimenti (la Spianata posa, come è noto, sulle Mura del Cinquecento che avevano inglobato quelle trecentesche), in un vasto edificio. Né la ricomposizione della continuità del piano di superficie può valere a ripristinare l’assetto originario del parco come tutelato con il provvedimento del 1934, non solo per la presenza delle attrezzature di servizio al garage sotterraneo (come le vaste griglie di aerazione sistemate entro finte aiuole e il corpo in elevazione dell’accesso pedonale) che denunciano la effettiva natura di tetto attrezzato dell’edificio ipogeo, ma innanzitutto per le ragioni indicate dagli esperti dell’Osservatorio che hanno escluso in pratica la possibilità di reimpianto degli alberi nella medesima zona ed hanno messo in evidenza che quel terzo del parco ricostituito artificialmente sulla soletta cementizia “si configura come una sistemazione a verde pensile” con un soprassuolo arboreo di nuovo impianto che assumerà quindi una forma vistosamente diversa dalla preesistente e dalla mantenuta consistenza della parte non interessata dall’opera. E dunque il ricomposto assetto di soprassuolo restituirà un parco, mortificato dalla nuova incompatibile funzione (come infrastruttura del traffico urbano) squilibrato e deforme, scisso in due parti a regime differenziato e incompatibile, che ha irreparabilmente perduto, con l’unità di impianto, la propria essenziale identità.Italia Nostra, all’esito del contenzioso davanti al Giudice amministrativo (che ha riguardato i soli profili di legittimità dei procedimenti amministrativi attivati dal Comune di Genova), si rivolge fiduciosa alla Magistratura Ordinaria come all’estrema garanzia della legalità (e di quella costituzionale, innanzitutto!) nell’esercizio della funzione di tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione e perciò rimette al Signor Procuratore della Repubblica la valutazione della condotta di radicale trasformazione in atto sul Parco dell’Acquasola di Genova, riconosciuto bene di interesse culturale particolarmente importante e prospetta la esigenza, se in quella condotta Ella avrà ravvisato gli estremi di illeciti penalmente rilevanti (art. 170 del Codice dei beni culturali e del paesaggio e art. 635 del codice penale), di richiedere le urgenti misure cautelari (art. 321 del Codice di procedura penale) idonee ad impedire che la condotta illecita sia portata ad ulteriori, più gravi conseguenze con la irreparabile distruzione del bene culturale.

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10 Agosto 2010

Un nuovo stop al cantiere dell’Acquasola. Il TAR Liguria ha accolto la richiesta di sospensiva inoltrata dai comitati che, da più di 8 anni anni, si battono perché il parcheggio interrato di 450 posti auto non si faccia. I giudici del Tar si sono riservati di studiare a fondo la questione nel merito a fine mese. Quello di ieri è l’ultimo strascico giudiziario, di una vicenda che ha già registrato innumerevoli pareri, tra il Tribunale amministrativo regionale della Liguria e il Consiglio di Stato

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1 Settembre 2010

 Acquasola, nuovo round al Consiglio di Stato

COMUNICATO STAMPA
del 1 Settembre 2010

I Cittadini ricorrenti hanno proposto al Consiglio di Stato un ricorso per revocazione per errore di fatto.
Ieri a Roma è stata celebrata l’udienza in camera di consiglio per la sospensiva.
Il Consiglio di Stato ha rinviato direttamente la causa per la decisione sul merito.
L’udienza di trattazione sarà fissata a breve e verrà discussa nei prossimi due mesi.
Il Comitato Acquasola, chiede che il Comune vigili attentamente affinché i lavori non procedano ulteriormente, ed auspica che questo ulteriore tempo a disposizione possa permettere all’Amministrazione Comunale di risolvere politicamente la vicenda, revocando la concessione all’Impresa.
Resta, poi, in attesa della convocazione della commissione consiliare urbanistica che sta istruendo la pratica per la procedura di revoca della concessione.
Il Comitato Acquasola continuerà a sostenere, anche economicamente, i cittadini ricorrenti, che, insieme agli Avvocati Raniero Raggi e Mattia Crucioli, portano avanti la durissima battaglia legale e li ringrazia pubblicamente per il coraggio civile e la determinazione dimostrata nel perseguire l’interesse pubblico.
Il Comitato ritiene che la difesa di uno spazio pubblico, non possa in alcun modo soccombere alla svendita di un Parco Storico ad interessi speculativi di privati.
Il Giardino dell’Acquasola è un patrimonio indisponibile, d’indicibile valore, elemento di pregio sotto il profilo ambientale e paesaggistico, luogo di svago e di riposo di bambini e persone anziane.
Tale area costituita da uno spazio verde pianeggiante nel centro cittadino, non deve essere distrutta, ma solo manutenuta come si conviene e come da anni il Comitato stesso richiede incessantemente.
E’ per queste ragioni che il Comitato Acquasola, si appresta a porre in essere nuove iniziative per vincere la battaglia per salvare il Parco Storico dell’Acquasola dalla devastazione di un progetto scellerato, chiamando a raccolta tutti quei cittadini che sono stufi di subire prevaricazioni e che intendono riprendersi il loro Parco nel cuore della città.

ACQUASOLA, PARCO NON PARCHEGGIO

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9  Settembre 2010

GENOVA, CASO ACQUASOLA: IL COMITATO ASPETTA IL SINDACO ????? 

Volantinaggio a sorpresa del Comitato Acquasola ieri sera a Genova, presso la Sala dibattiti della Festa Democratica, in corso presso il Porto Antico. I membri del comitato hanno distribuito il testo anche al Sindaco, Marta Vincenzi, presente alla festa per partecipare ad un dibattito insieme al presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, per invitarla a rispondere ai tre quesiti posti dal volantino.

Al termine del dibattito il moderatore, ????assessore Verardo????, ha annunciato che il Sindaco avrebbe risposto alle domande riguardanti il caso Acquasola, il caso Scarpino e la gronda.

Sul caso Acquasola Marta Vincenzi ha ribadito la sua versione:

il Comune ha ereditato una situazione creata da giunte passate;

i tentativi di mediazione con le imprese costruttrici per proporre aree alternative non sono mai andati a buon fine, poiché la scelta degli imprenditori è sempre stata esclusivamente l’Acquasola;

per le società costruttrici sono “maturati dei diritti” verso i quali il comune ha le mani legate;

per revocare la concessione vi sarebbe una penale stimata dagli uffici comunali tra i sette e gli otto milioni di euro (prima erano dieci);

infine è stata annunciata una iniziativa in corso da parte del Comune di Genova per trovare specialisti e uomini di cultura a livello europeo che facciano una valutazione patrimoniale del parco da mettere sul piatto delle trattative con le imprese costruttrici. Su quest’ultima iniziativa, il sindaco Vincenzi ha chiesto aiuto e collaborazione.

Il comitato Acquasola contesta punto per punto le affermazioni del sindaco Vincenzi, ricordando come la documentazione riguardante la transazione con le imprese costruttrici non è mai stata resa pubblica, impedendo così una reale valutazione dello stato dei rapporti tra comune e imprese; riguardo al progetto di valutazione del parco, il Comitato ne era all’oscuro e quindi richiede al Sindaco maggiori informazioni al riguardo.

Se questa imprecisata iniziativa è intesa ad evitare la distruzione dell’unico parco pubblico di Genova (l’unico nato come tale ed uno dei più antichi d’Italia – è stato realizzato a partire dal 1821 ad esclusivo beneficio della cittadinanza) noi cittadini del Comitato siamo ovviamente disponibili a dare il nostro aiuto, e ci auguriamo che il Comune finalmente e per la prima volta dall’inizio di questa vicenda non faccia mancare il suo.

Per una maggiore comprensione delle valutazioni del sindaco, ricordiamo che Marta Vincenzi da Presidente della Provincia di Genova declassò il parco ad area di pausa e cornice, mentre il Presidente della Regione Claudio Burlando ha dato alla Sistema Parcheggi un finanziamento pubblico di 2.690.000 euro.

Genova, 7 settembre 2010

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27 Settembre 2010

Acqusola. Sarà la volta buona?

Sono anni che la ‘questione’ Acquasola viene discussa, ed oggi siamo ormai giunti ad un momento cruciale , forse è finalmente arrivata alla sua logica conclusione: il no ad un parcheggio.

Nessuno lo voleva, con parole anche la giunta comunale che ribadiva la sua contrarietà e che comunque,tenacemente continuava a non voler ritirare la concessione ottenuta, durante la scorsa giunta, con una tangente e che i cittadini si erano trovati a subire.

Ora, improvvisamente, la giunta di Marta Vincenzi abbraccia le tesi dei Comitati di cittadini,  in primo piano il Comitato Acquasola e di molte sigle ambientaliste dimostrando lungimiranza politica e amministrativa.

Sarà la volta buona?

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1 Ottobre 2010

Acquasola.Gli ambientalisti vincono la battaglia?

E’ ufficiale. Ieri la sindaco Marta Vincenzi ha annunciato che la concessione alla srl Sistema parcheggi sarà revocata. Verranno rimborsati alla ditta un indennizzo per i costi sostenuti di 670.000 euro. Secondo gli ambientalisti, l’esborso finale di Tursi sarà circa di un milione.

L’annuncio a Palazzo Tursi, in sala rossa, durante la riunione congiunta delle commissioni Territorio e Bilancio davanti ai rappresentanti  del Comitato Acquasola, Legambiente, Italia Nostra, MeetUp di Beppe Grillo, Radicali ed altri …

Il provvedimento dovrà essere approvato dal consiglio comunale prima di diventare operativo.

Una notizia che ha creato sollievo in chi amava e ha lottato per il parco.

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7 ottobre 2010

Acquasola, lettera di Manuela Capello (consigliere comunale gruppo misto) ai giornali,

Ieri ho inviato ai giornali qs mia lettera (non è uscito nulla):

La revoca della concessione del park dell’Acquasola, annunciata dalla Sindaco, ha indotto la Sistema Parcheggi a scrivere ai consiglieri comunali, in cui si evidenziano alcuni “effetti collaterali negativi” per l’amministrazione comunale e per i singoli consiglieri (eventualità responsabilità personale).

Ciò ha creato scompiglio nella stessa maggioranza ed è quindi opportuno evidenziare alcuni punti che ritengo fondamentali.

La Sindaco è stata eletta con un programma che la caratterizzava (rispetto alla precedente amministrazione) per il diverso approccio sul tema della mobilità. Tale indirizzo è stato, poi attuato con la deliberazione di alcuni atti, votati dalla maggioranza. In qs contesto, il park all’Acquasola ha una nuova valutazione dell’ interesse pubblico originario, rispetto al 1990, momento di rilascio della concessione, come ben evidenziato dalla relazione dell’avv. Raggi (Italia Nostra).

La Sistema Parcheggi, confonde il senso del ruolo di un amministrazione pubblica, evidenziando i mancati guadagni economici della stessa, dimenticandosi invece che un’amministrazione non deve correre dietro agli interessi di parte, ma deve perseguire il bene comune di tutti i cittadini, anche a costo di fare marcia indietro.

Un parcheggio di circa 400 posti sotto il Parco, che dovrebbe sostituire altri posti auto già esistenti in centro, che comporterebbe anni di cantieri e chiusura del Parco (che nonostante le cattive condizioni è molto frequentato), di taglio di un centinaio di Platani sani (e non malati), di spostamento di auto da una zona all’altra del centro, senza alcun beneficio sulla diminuzione del flusso di veicoli, sul traffico e sull’inquinamento, con un lautissimo guadagno (si parla di 1 milione di euro all’anno, oltre alla vendita dei box) per la società che li dovrebbe gestire a fronte di un rendimento annuo per il Comune di circa 20.000 euro e poco altro, non rientra nel concetto di bene comune.

La Sistema Parcheggi fa, inoltre, dell’allarmismo sull’eventuale indennizzo e pagamento dei danni, ma la legge 241/90 parla chiaro: in caso di diversa valutazione dell’interesse pubblico originario si può procedere alla revoca con la sola quantificazione del danno emergente, calcolato, sui costi della progettazione e lavori eseguiti.

Inoltre nel caso di ricorso da parte della Sistema Parcheggi, l’eventuale annullamento dell’atto di revoca, ripristinerebbe l’efficacia dei provvedimenti revocati, e darebbe quindi a Sistema Parcheggi la possibilità di riprendere immediatamente la costruzione del parcheggio; il danno da risarcirsi sarebbe quindi soltanto quello derivante dal ritardo nell’inizio dei lavori (danno che sarebbe assai limitato, sia per la breve durata dei giudizi amministrativi in materia di opere pubbliche, sia perchè il ritardo nell’inizio dei lavori comporterebbe un’equivalente proroga della scadenza della concessione).

Infine, la quantificazione del danno emergente non deve essere oggetto di trattativa, ma frutto di documentazione di spesa, fornita dalla Sistema Parcheggi.

E allora, avanti tutta, senza esitazione e per ricevere quegli operatori interessati ad investire per migliorare la città, per realizzare grandi progetti attenti alla sostenibilità ambientale.

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7 ottobre 2010

Acquasola. Società civile, se ci sei batti un colpo

La sindaco di Genova un colpo lo ha battuto. Puo’ piacere o non piacere cosa ha detto, ma lo ha fatto, eccome.Giovedi’ scorso ha espresso la propria contrarieta’, oggi come oggi, alla realizzazione del parcheggio dell’ Acquasola e la propria determinazione ad aprire la procedura per la revoca della concessione. Giovedi’ prossimo ne fara’ oggetto di una delibera della giunta ed entro l’ anno sottoporra’ le conclusioni della prima fase della procedura di revoca alla decisione del consiglio comunale.

Italia Nostra, insieme ad altre associazioni e comitati, rende merito alla sindaco di aver parlato chiaro e di aver assunto una decisione coraggiosa . Forse il riferimento ad una legge piu’ pertinente di quella citata potrebbe ridurre ulteriormente  i costi della revoca, agevolando la decisione del consiglio, ma le motivazioni addotte per la revoca sono, a nostro avviso, le piu’ corrette: dal rilascio della concessione, vent’ anni fa, ad oggi le politiche della mobilita’ nelle grandi citta’ sono talmente cambiate che oggi nessuno penserebbe piu’ di costriure un parcheggio a rotazione in pieno centro cittadino.  A Londra neppure un parcheggio pertinenziale, quella e’ pero’ un’ altra realta’.

Ma l’ argomento che desideriamo qui sollevare e’ un altro.

Anche per chi e’ genovese, abituato quindi alle politiche del  “mugugno” e del “maniman” , colpisce , in tutta questa vicenda, il profondo silenzio della societa’ civile, come ha sottolineato ieri sul vostro giornale Gabriella Fornari, omonima ma non parente. Sara’ una questione di nome.

Si sono gia’ ampiamente espressi gli addetti ai lavori, ambientalisti come noi da un lato ed imprenditori dall’ altro lato, adesso si sono espressi con chiarezza anche i politici, oltre alla sindaco  ed alcuni assessori anche numerosi consiglieri, chi a favore chi contro la revoca.

Sino ad oggi la societa’ civile, con rare eccezioni,  ha pero’ evitato accuratamente di esprimersi.

Uomini di cultura, di spettacolo, di scienza, delle professioni, professori e studenti, operai ed impiegati, quasi tutti conoscono questo giardino, spesso sono ad esso legati da affetto o comunque si sono fatti una propria idea se e’ meglio tenersi il giardino magari come e’, ma pur sempre migliorabile, oppure avere un ampio parcheggio a disposizione in pieno centro.

A tutti costoro chiediamo di battere un colpo, di dire con franchezza cosa pensano realmente della revoca, possibilmente evitando di ripetere le lezioni impartite da altri.

Non per desiderio di provocazione nei loro confronti, cosa pensiamo noi lo sanno tutti, ma per aiutare noi stessi a capire meglio il senso di una battaglia ormai ventennale e la nostra sindaco ad orientarsi meglio per procedere su una strada, da poco intrapresa, che si preannuncia faticosa.

A meno che anche questo, cioe’ esprimersi liberamente sulle proprie cose, non sia considerato troppo azzardato nella nostra citta’.

Giuseppe Fornari – Italia Nostra, Sezione di Genova

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8 ottobre 2010

 Acquasola. Abbiamo vinto?

Potremmo anche prendere per buono l’ennesimo voltafaccia della sindaco che adesso riconosce l’imbecillità di questo progetto, dopo aver incassato 400.000 euro in seguito alla sentenza di condanna della Corte dei Conti, nei confronti dell’ex assessore Giovanni Bagnara per le tangenti dei primi anni 90, relative a quel piano parcheggi di cui l’Acquasola è la pesante eredità e dopo aver fatto erogare alla Regione 2.milioni e 600.000 euro per un accordo basato, come si evince dai fatti, sull’illegalità.

La scusa che altrimenti avrebbero dovuto pagare una penale è stato il leit motiv andato avanti durante il tira molla dei continui ricorsi al Tar e al Consiglio di stato per tutti questi anni, penale mai quantificata perché non sta scritto da nessuna parte e come ormai appare chiaro, anche in seguito al documento stilato dall’avv. Raggi, tutto quello a cui avrebbero potuto semmai aver diritto, poteva essere giusto un rimborso spese.

Crediamo che l’ex Sindaco Perico e l’attuale Sindaco Vincenzi siano i principali responsabili della situazione deprecabile in cui ci stiamo trovando, sia per le cointeressenze che per il sostegno dato al protrarsi di questo stato di cose.

Non spetterebbe a loro rispondere in proprio?

Perché chi permette distruzioni e rovine non paga mai?

Questi sono i Signori che dovrebbero rifondere le eventuali spese di cui cianciano.

Ci felicitiamo con il Sindaco che finalmente pare voglia  assumersi le proprie responsabilità, peccato che non lo abbia fatto subito dopo le proprie elezioni, dopo aver sbandierato a gran voce, durante le primarie, che il parcheggio non si doveva fare, permettendo invece ulteriori regalie alla Società dei parcheggi ( i 2.600.000.euro dati dalla Regione), ma permettendo che venissero tagliati gli alberi, nessuno dei quali malato, come qualcuno  continua ad addurre come scusa allo scempio, tagli eseguiti pur essendoci ancora un contenzioso aperto con il Consiglio di Stato.

Potremmo magari festeggiare, peccato che ne abbiamo proprio poca voglia soprattutto dopo l’inverecondo e irrevocabile taglio di ben 16 alberi e il degrado ignobile in cui ci hanno lasciato il parco.

No, non abbiamo vinto e con tutti noi ha perso l’idea che accarezzavamo di una città a misura d’uomo, ma ha perso anche il Comune perché, come dice una favola famosa, ormai il re è nudo.

Sappiamo che questa favola è una favola senza fine, che avrà ancora molte puntate e non abbiamo più niente da chiedere perché tutto quello che dovevamo chiedere è stato chiesto nei modi più svariati ed è rimasto prevedibilmente inascoltato.

Ci saremo comunque a questa “grande festa” indetta dall’Associazione Comitato Acquasola non tanto per festeggiare ma per chiedere alle persone per bene, a tutti quelli che hanno lottato in questi anni con noi e a tutti quelli che non l’hanno ancora fatto, ma che hanno capito l’importanza di difendere quello che è un bene comune, di essere vigili perché i soldi di cui parlano sono soldi di tutti i cittadini.

Vogliamo che i 2.600.000 euro della Regione vengano resi alla Regione e tornino a chi li aveva erogati.

Che i 400.000 euro Che la Corte dei conti ha fatto avere al Comune abbiano fini di assoluta trasparenza e vengano usati per il ripristino del Parco.

Che vengano contabilizzati in solido i danni arrecati al parco e in base a quelli si verifichi se ancora qualcosa debba essere dato alla Società dei parcheggi, cosa di cui dubitiamo ,visto che tutto era basato su una transazione illegale.

Che il Parco venga ripristinato e messo a posto, non domani ma oggi, subito.

Comitato Acquasola

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12 Gennaio 2011

Al Parco storico dell’Acquasola di Genova è ripreso lo scempio del taglio degli alberi

Commento di Paola Canepa.

Il giorno 11 gennaio 2011 nel Parco storico dell’Acquasola di Genova è ripreso lo scempio del taglio degli alberi dopo lo stop di alcuni mesi.
Tutto ciò in funzione della costruzione di un mega parcheggio interrato a tre piani per circa 450 posti auto, proprio all’interno del parco dove al termine dei lavori ci saranno due enormi sfiati per evacuare i gas di scarico delle auto, proprio dove giocano i bambini.
Assistere all’abbattimento dei platani è stata un’esperienza straziante e il rumore di ogni albero che cadeva produceva in me un tuffo al cuore!
Un albero impiega molti anni a crescere e bastano davvero pochi minuti per farlo morire

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12 Gennaio 2011

Nuovo stop al taglio degli alberi.

COMUNICATO STAMPA
L’Associazione Comitato Acquasola, apprende con  soddisfazione che la giunta comunale attraverso una sua  delibera ha intimato all’impresa costruttrice Sistema Parcheggi SRL la sospensione del  taglio degli alberi nell’area del parco Acquasola  iniziata questa mattina; l’impresa si è impegnata a sospendere il taglio.

La ripresa dello scempio a pochi  giorni dalla discussione in commissione e dalla successiva  votazione in consiglio comunale, circa la revoca della  concessione alle costruzione del parcheggio interrato  sottostante il parco, ed in attesa della sentenza del  Consiglio di Stato, è un atto gravissimo.

L’associazione  auspica che la  maggioranza in consiglio comunale voterà  coerentemente con  le prese di posizione della Sindaco e della  delibera votata dalla giunta all’unanimità, nonchè del parere dello stesso consiglio dello scorso mese di Giugno. Inoltre la decisione favorevole alla revoca sarebbe in linea con il programma del sindaco, che si propone di non incrementare i parcheggi nel centro della città.
L’Associazione si impegna a vigilare affinchè l’impresa “distruttrice” provveda a ripristinare l’area reimpiantando nuove piante di alto  fusto  in sostituzione degli esemplari tagliati.
per l’Associazione Comitato Acquasola
il portavoce Graziella Gaggero

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2 Marzo 2011

E la storia continua …

Dopo il fascicolo aperto, a metà febbraio, dalla della Corte dei Conti regionale per il taglio degli alberi del parco Acquasola e quindi per danno erariale per il cui risarcimento potrebbero essere chiamati in causa il sindaco, la giunta e i consiglieri comunali e, dopo l’ennesimo rinvio di ieri,1 marzo 2011,  sulla delibera di ritiro della concessione da parte del Consiglio Comunale, oggi un nuovo colpo di scena: la Procura di Genova ha aperto un’inchiesta sulla costruzione del parcheggio interrato all’Acquasola, intervento da sempre contestato dai Comitati dei Cittadini e dalle più note Associazioni Ambientaliste e controbattuto in numerosi ricorsi al Tar.

In queste ore il Sostituto Procuratore Francesco Cardona Albini ha aperto un fascicolo e tra i primi accusati l’azienda che sta realizzando il posteggio, la Sistema Parcheggi srl., per grave violazione dei vincoli paesaggistici e ambientali dopo gli esposti di Italia Nostra che avevano messo in rilievo non solo danni al patrimonio ambientale, ma anche al patrimonio storico e archeologico

La questione dell’opera “meno invasiva” su cui il Comune sta trattando è una insidia anche peggiore, poiché in cambio di soli 50 posti auto in meno (da 450 si passerebbe a 400!) all’interno dell’autsilos il Comune darebbe alla Sistema Parcheggi la gestione di posti auto a pagamento in superficie, riducendo ulteriormente l’area vivibile del parco.

Domani, in consiglio comunale la commissione ridiscuterà il ritiro della concessione

ESSENZIALE UNA GRANDE PRESENZA DOMANI 3 MARZO 2011 ALLE 9,30 IN SALA ROSSA A PALAZZO TURSI

Salviamo il Parco dell’Acquasola

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4 marzo 2011

Acquasola: nulla di nuovo anche oggi in commissione, si continua a non decidere. 

Nulla di fatto per l’Acquasola, anche questa mattina,

dalle commissioni Urbanistica e Infrastrutture riunite a Tursi per la revoca della concessione del parcheggio interrato (450 posti auto)  alla Sistema parcheggi Srl.

Il sindaco, Marta Vincenzi, ha chiesto di votare, martedì 8 marzo in Aula,

La decisione sul voto, però, é stata rinviata a dopo il sopralluogo che le commissioni effettueranno, con i tecnici del comune e dell’impresa, lunedì 7 marzo alle ore 14.30 (?) presso il cantiere del parcheggio  nel parco dell’Acquasola.

Il fine è chiaro: non far mettere neppure in votazione la delibera  sulla revoca della concessione del parcheggio  e, per raggiungerlo, si  è deciso di fare, dopo anni anni di discussione, un “sopralluogo” nel parco.

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14 marzo 2011

Comitato Acquasola. Comunicato.

Il Comitato Acquasola prende atto dell’ atto predisposto dalla giunta per una nuova sospensione per 15 giorni del taglio degli alberi del parco.

Nello stesso tempo siamo estremamente preoccupati per la gravissima situazione di impasse che ha visto la giunta al completo in totale dissenso rispetto agli uffici comunali.

La giunta riunitasi per deliberare la revoca della concessione si è vista opporre un no totale dagli uffici che si sono rifiutati di firmarla.

Questo scontro mette in luce una deriva dell’Amministrazione e dei suoi uffici verso l’accelerazione della resa dei conti tra la Sindaco e il suo partito ( non a caso unico partito della maggioranza schierato contro la revoca )

Vale ricordare che gli uffici dopo aver avvallato con la loro firma il decadimento del parco, la sua trasformazione in parcheggio, cose su cui stanno giustamente indagando i giudici penali e della corte dei conti hanno anche omesso di impugnare ( a costo zero ) la nullità degli atti di concessione ( viziati da atti corruttivi come da sentenza in giudicato ) cosa che i cittadini hanno fatto non venendo considerati dal consiglio di stato come legittimati ( ma il comune lo sarebbe stato e lo sarebbe ), ne hanno ottenuto i dati reali dei costi sostenuti dalla Sistema Parcheggi fornendo al consiglio delle valutazioni non basate sulle carte ma su loro considerazioni ( ricordiamo che in diverse occasioni i dati sono variati da due a dieci milioni, sempre per carenza di dati ufficiali e sempre sono stati forniti al consiglio, alla giunta e alla cittadinanza venendo prontamente usati contro gli interessi di un bene pubblico come è il parco ) in questo modo facilitando i timorosi veri e quelli presunti di danni per l’Amministrazione e ai singoli consiglieri.

A questo punto è evidente che l’Acquasola sta diventando una partita nel gioco piu’ grande di delegittimazione della Sindaco da parte del suo partito in cui gli uffici si stanno schierando rinunciando a quella neutralità che sempre da noi vista con molti dubbi ma che con la presa di posizione di questa mattina è chiara a tutti.

Siccome noi riteniamo che la via maestra ( a costo zero ) sia la richiesta di nullità dell’atto concessorio ci chiediamo con quale affidabilità gli uffici comunali potrebbero sostenerlo in tribunale ( o addirittura: si rifiuteranno di farlo? ) e quindi invitiamo la Sindaco e la Giunta a dare mandato ad uffici legali esterni di rappresentarli in giudizio come già avvenuto con la recente consulenza affidata ad illustri principi del foro.

Parco non parcheggio

Comitato Acquasola

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18 marzo 2011

Acquasola. Alcune domande alla sindaco

In questo baillame di comunicati, controcomunicati, dichiarazioni, mozioni, delibere, sospensive, denunce alla magistratura penale, contabile, amministrativa, sospensioni e continui abbattimenti di alberi forse ci siamo persi un po’ le carte, i documenti.

Quando nel settembre del 2008 l’attuale Amministrazione ha confermato la concessione dell’area per l’apertura del quartiere la sindaco era informata che:

1)  L’assegnazione del sito e’ stata fatta a partire da un atto corruttivo passato in giudicato?

2)  La corte dei conti aveva dichiarato un danno erariale per 10 miliardi a carico degli amministratori che avevano confermato il sito ?

3)  Che il progettista dell’allora parcheggio all’Acquasola era l’allora architetto e professore universitario Bruno Gabrielli che, diventato assessore all’urbanistica, è stato il maggior artefice dell’accordo tra giunta Pericu e Sistema Parcheggi ?

4)  Che il progettista del parking è l’architetto Cozzani per lungo tempo collaboratore dello stesso Gabrielli e di sua moglie?

5)  Che nessuno si è premurato di rilevare la situazione, assolutamente legale, ma certo ambigua sul piano etico visto i precedenti di corruzione su cui il tutto è fondato?

6)  Che la Provincia di Genova ha nel 2003 con una modifica del Piano territoriale di coordinamento declassato l’area da giardino storico a luogo di sosta e soprattutto chi è che ha fatto questa proposta che ha avuto un ruolo decisivo nell’ottenimento delle varie autorizzazioni, esiste una proposta scritta motivata e firmata di cui lei sia in possesso?

7)  Su quali documenti e’ fondata la pubblica dichiarazione del vicesindaco Pissarello inerenti un previsto costo di 10 milioni di euro per risarcimenti, fatta a mezzo stampa e senza alcuna indicazione ( almeno pubblica ) della Sistema Parcheggi con un evidente danno erariale a carico dell’Amministrazione in quei momenti in fase di contrattazione con la controparte?

8)  Su quali documeti è fondata la dichiarazione piu’ recente di 4 milioni di euro da accantonare preventivamente per risarcire dei costi sostenuti dalla Sistema Parcheggi in mancanza di alcuna certificazione dei costi sostenuti ad oggi , anche in questo caso fondamentale per la delibera d’indirizzo del Consiglio Comunale ?

9)  Quale è il suo parere sulla lettera fatta pervenire a tutti i consiglieri comunali dalla Sistema Parcheggi ( in coincidenza col previsto voto sulla delibera di revoca ) in cui si asseriva la possibilità di risarcimenti a carico dei singoli consiglieri che avessero votato la revoca, questione su cui ne gli uffici legali, ne la Presidenza del Consiglio Comunale, ne la sua Amministrazione si sono espressi ( ne nel merito, ne nel metodo ) ?

10)  E’ in possesso di un parere giuridico da parte degli uffici legali che attestino le ragioni della non percorribilità della opzione “risoluzione del contratto” come richiesta dalle associazioni ambientaliste al tar e respinta per difetto di rappresentativita’ dal Consiglio di Stato che ha espressamente indicato trattarsi di questione urbanistica ( quindi di competenza dell’Ente ), operazione che venendo incontro alla mozione d’indirizzo del Consiglio Comunale si tradurrebbe in una soluzione a ” costo zero “?

11)  E’ a conoscenza dei dati statistici relativi al trapianto di alberature come previsto dalla Sistema Parcheggi che assegnano una previsione del 60% di risultati positivi ( con la certa perdita del 40% delle alberature trapiantate ). La commissione apposita di esperti ne ha fatto cenno nella sua relazione?

12)  E’ consapevole la Sindaco che i tempi definiti per la manutenzione a carico della Sistema Parcheggi dell’area del Parco-Parking sono estremamente ridotti e che per il proseguio i costi saranno a carico del Comune?

13)  E’ noto alla Sindaco che sempre per contratto è prevista una nuova modifica dell’area con scoperchiamento del tetto a fine di manutenzione, operazione che impedirà di fatto il ripristino dell’area storica quo ante e che il parere positivo dei tecnici, delle commissioni, degli enti di tutela non hanno minimamente posto vincoli a garanzia del ripristino dell’area nella sua conformazione storicamente determinata?

14)  E’ consapevole la Sindaco che nel corso dei lavori previsti per il parking l’evidente impraticabilita’ dell’area (pur nella sua forma parzialmente aperta) per bambini e anziani in cerca di aria buona e silenzio creera’ un danno molto significativo a centinaia di persone che potranno chiedere risarcimento all’Ente? E quale è la cifra che gli uffici legali propongono di accantonare a bilancio?

15  )Esiste una motivazione scritta da parte degli uffici perche’ l’Amministrazione non ha affiancato come suo diritto le associazioni ambientaliste nelle loro denunce penali e contabili?

Nel confermare la mia personale convinzione della sua sincera presa di posizione a favore del Parco Acquasola la ringrazio preventivamente per le risposte che mi dara’ e per le azioni di tutela che intraprendera’ in ogni sede.

Andrea Agostini, Legambiente Genova

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25 Marzo 2011

Sequestrato il cantiere dell’Acquasola

Dopo aver aperto un’inchiesta sulla costruzione del parcheggio interrato di tre piani per 450 posti auto, la Procura di Genova ha sequestrato l’area del cantiere nella spianata dell’Acquasola.

S’indaga per violazione dei vincoli ambientali di un’area storica tutelata, la cui concessione per la costruzione del parcheggio interrato fu data negli anni 90 grazie ad una tangente della quale, tuttavia, l’attuale dirigenza della Sistemi Parcheggi s.r.l. è estranea.

Il provvedimento, effettuato oggi pomeriggio, blocca nuovamente i lavori, anche se il Consiglio Comunale aveva, per non pagare le penali, ritirato la delibera che revocava la concessione.

Questo nuovo fatto tranquillizza la maggioranza a Tursi, indecisa e spaventata dalla possibilità di dover pagare danni alla ditta concessionaria di tasca propria e che quindi non riusciva a produrre scelte concrete negli ultimi atti volendo solo prendere tempo.

Attendiamo lo sviluppo delle indagini della magistratura che ha dimostrato ancora una volta carattere e polso, cosa che è mancata ai nostri amministratori capaci solo di dichiarare pacatamente una certa contrarietà alla costruzione del parcheggio in pieno centro della città in forte conflitto con gli orientamenti attuali riguardanti il traffico automobilistico e la difesa dell’ambiente e del patrimonio storico.

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19 Maggio 2011

Abbiamo deciso di fare una festa

In attesa che le questioni relative al parcheggio interrato nel Parco dell’Acquasola si sviluppino nei tribunali e nelle istituzioni noi abbiamo deciso di dare festa.

Sabato 21 maggio dalle 15.30 andiamo all’Acquasola con tutti i bambini a giocare , faremo merenda e tutti i bambini fino ai 7 anni – per ragioni di peso….. – potranno salire gratis sulla giostra.

Per tutti noi un pomeriggio sereno di gioco con i nostri figli.

il Comitato Acquasola – parco non parcheggio

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8 giugno 2011

Comitato Acquasola. Comunicato stampa.

Il temuto (da burocrati, legulei e Amministrazione) referendum  sull’Acquasola è stato nuovamente bloccato
Per  la seconda volta il Comune di Genova ha respinto la richiesta dei  cittadini di indire la consultazione referendaria sulla costruzione di  un parcheggio interrato nel Parco dell’Acquasola.
I quattro  quesiti formulati a seguito della prima bocciatura sono stati respinti  dalla Commissione con motivazioni pretestuose, rendendo di fatto  impossibile ai cittadini genovesi l’esprimersi su questioni di comune  interesse perquanto in funzione meramente consultiva.
Sottolineando  che una delle quattro formulazioni proposte ricalca testualmente uno dei  quesiti referendari accettati invece a Milano – e largamente approvati  nella recente tornata referendaria -.
Denunciamo le contraddizioni  tra le affermazioni di principio di questa Amministrazione e la volonta’  di riservarsi ogni decisione eludendo la partecipazione della  cittadinanza.
Il comitato Referendario e il Comitato Acquasola a cui  hanno aderito decine di persone intende attuare anche nella nostra città  gli strumenti di democrazia diretta che tengono in debito conto il  volere degli abitanti.
Abbiamo pertanto deciso che , visto che ce ne hanno bocciati quattro, di quesiti ne presenteremo 8.
Ma  faremo anche di più: faremo ricorso in tribunale contro la bocciatura  come è già avvenuto recentemente a Gorizia e forniremo le risposte che  ci sono state date alla magistratura penale e contabile che come noto  statto indagando con due diversi procedimenti in particolare sulle  inadempienze di coloro che avrebbero dovuto tutelare il bene pubblico e  non l’hanno fatto e nel  caso del referendum lo statuto del comune e i  diritti dei cittadini.

E’ ora di dire basta al comportamento  degli organi che dovrebbero tutelare l’interesse pubblico e gli  strumenti della democrazia e che invece favoriscono in ogni modo  l’iniziativa dei privati a danno dell’interesse pubblico.
Sara’ la  magistratura a decidere e ci attendiamo che chi ha preso quelle  decisinoni venga chiamato a dare spiegazioni e a difendersi in  tribunale.
Noi come ovvio saremo li a difendere i diritti di salvaguardia dei beni comuni, dell’ambente, della salute dei genovesi.

Acquasola Parco non parcheggio

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4 Settembre 2011

La Cassazione conferma il sequestro del Parco

Nella foto, scattata all’inizio dei lavori, il taglio degli alberi, circa 100 , alcuni secolari, “fatti a pezzi” dalla cupidigia, dal consumo di territorio , dagli gli interessi di pochi, di un parco “bene comune” che ha resistito a guerre, rivoluzioni e carestie.

La Cassazione ha confermato il sequestro del cantiere per la costruzione del parcheggio all’Acquasola come deciso dalla Procura a marzo, e i costruttori ne prendono atto. Naturalmente addossano al Comune le responsabilità di aver reso disponibile un’area in cui non si poteva costruire e intendono agire in sede civile contro l’amministrazione comunale.

Una vittoria per le associazioni come Italia Nostra, Legambiente, i Verdi, il Comitato dell´Acquasola e dei molti cittadini che si erano mobilitati per difendere un bene pubblico.

Intanto le indagini vanno avanti per verificare il ruolo che hanno avuto la ditta costrutrice, le precedenti amministrazioni comunali e quella attuale e la Sopraintendenza dei Beni Architettonici.

Il magistrato aveva già contestato alla ditta costruttrice due reati: quello di abuso edilizio perché il pm riteneva che il cantiere non avesse l’autorizzazione poiché la concessione fu data circa vent’anni fa e per la quale c’è stata una condanna definitiva per concussione, e per violazioni al Codice dei Beni Culturali, per aver danneggiato, con scavi e taglio degli alberi, l´essenza di un parco storico considerato dai genovesi un monumento vivente.

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24 ottobre 2011

Comitato Acquasola: comunicato stampa

Il Comitato Acquasola comunica che l’apposita commissione del Comune di Genova ha accettato il nostro quesito per il referendum sul parcheggio Acquasola.

Per questo ci apprestiamo a partire con la raccolta di firme necessarie per l’indizione del referendum.

Ovviamente confidiamo sulla volontà più volte espressa in questi anni da parte dei cittadini di opporsi alla costruzione del parcheggio.

Ricordiamo anche che recentemente la Corte di Cassazione si è espressa contro il ricorso fatto dalla Sistema Parcheggi che chiedeva di togliere il sequestro al cantiere deciso dalla Procura della Repubblica di Genova e quindi ci attendiamo al più presto un processo penale.

Ricordiamo anche che sullo stesso tema è in atto un’istruttoria da parte della Corte dei Conti

Comitato Acquasola Parco non Parcheggio

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18 novembre 2011

La Cassazione rigetta il ricorso della ditta costrttrice dei parcheggi all’Acquasola. (motivazioni)

Un breve estratto della sentenza della Cassazione che ha rigettato il ricorso dei costruttori del parcheggio dell’Acquasola contro il sequestro del cantiere disposto dalla magistratura:

Blocco park Acquasola, le motivazioni
17/11/2011
I cantieri del parco dell’Acquasola a Genova devono essere bloccati perché “danneggiano un interesse collettivo”. Lo sostiene la corte di Cassazione nelle motivazioni del pronunciamento che ha bloccato i lavori del contestatissimo parcheggio interrato nel cuore dello spazio verde cittadino. “L’uso che viene previsto per la porzione soggetta ai lavori – si legge tra l’altro – può essere considerato incompatibile con il carattere storico del bene e ne pregiudica la conservazione e la integrità”.

Intanto la Corte dei Conti indaga sul danno erariale causato dal Comune per questo progetto prima varato e poi bloccato.

Come vedete una volta tanto la Cassazione entra nel merito della questione e lo fa in una direzione innovativa, di tutela di un bene (comune) storico.

 

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